Cosa fare d’inverno in Sicilia: mete ed esperienze da non perdere

Scopri le più belle città e le esperienze autentiche da fare in Sicilia nel periodo invernale! 

Hai mai pensato di visitare la Sicilia d’inverno? Devi sapere che questa regione si lascia scoprire in qualsiasi mese dell’anno e che anche i mesi freddi hanno dei vantaggi: sulla fascia costiera le temperature restano miti, in alcuni mesi (fra i 9 e i 16 gradi) e le giornate di pioggia si concentrano tra dicembre e gennaio e lasciano ampi momenti soleggiati, inoltre i siti archeologici e i centri storici si visitano senza code e senza il calore che d’estate rende faticosa qualsiasi camminata dopo le dieci del mattino. Inoltre, il periodo invernale è considerato bassa stagione, quindi le strutture ricettive costano meno, spesso la metà rispetto ad agosto, e i ristoranti ritornano a lavorare con una clientela principalmente locale.

Da dicembre a marzo l’isola inoltre è possibile partecipare a diverse feste e manifestazioni dai presepi viventi allestiti nelle grotte alle feste patronali fino ai carnevali di cartapesta, mentre la stagione dello sci sull’Etna e sulle Madonie apre di norma tra gennaio e febbraio, con innevamento variabile di anno in anno, un periodo perfetto se sai sciare e vuoi fare un’esperienza unica sull’Etna.

Città d’arte e centri barocchi: dove andare in Sicilia in inverno

Se cerchi una base comoda e ben collegata, Palermo è una soluzione perfetta nel periodo invernale, in città la Cappella Palatina dentro il Palazzo dei Normanni, con i mosaici di scuola bizantina e il soffitto ligneo a muqarnas di manifattura fatimide, si visita meglio nei mesi in cui il flusso turistico si riduce, e lo stesso vale per il Duomo di Monreale, dove il ciclo musivo copre oltre seimila metri quadrati e richiede tempo per essere osservato davvero. Inoltre, nei mercati storici di Ballarò e del Capo la vita quotidiana d’inverno prevale sul folklore, e il cibo di strada, pane con la milza, sfincione, panelle, si mangia in piedi senza la ressa serale della bella stagione.

Se vuoi scoprire il cibo locale: scopri il nostro tour dedicato allo Street Food siciliano a Palermo! 

Sul versante orientale, Catania ti offre un centro storico ricostruito in pietra lavica dopo il terremoto del 1693 e riconosciuto dall’UNESCO insieme alle altre città della Val di Noto. Il Monastero dei Benedettini, oggi sede universitaria, si visita con guide che ne raccontano la stratificazione fra colata lavica del 1669 e progetto settecentesco di Vaccarini; dalla via Etnea, nelle giornate limpide di dicembre, il cono dell’Etna appare innevato in fondo alla prospettiva.

Verso sud est puoi andare alla scoperta del barocco: visitando Ragusa Ibla potrai scendere a piedi dalla città alta seguendo la scalinata di Santa Maria delle Scale, per arrivare al Duomo di San Giorgio progettato da Rosario Gagliardi e poi ai giardini iblei; a Modica, distante una ventina di chilometri, potrai camminare sul corso Umberto I e visitare le due chiese madri sopraelevate. Infine, ci sono Noto e Siracusa, la città di Noto è conosciuta per i suoi palazzi in pietra calcarea che assumono una tonalità dorata con la luce bassa dei pomeriggi invernali, Siracusa è una città che ti lascerà stupito con la sua isola di Ortigia e il Duomo caratteristico che ingloba le colonne del tempio di Atena, da non perdere poi una visita al mercato di via Trento aperto tutto l’anno.

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Sciare in Sicilia: tra l’Etna, Madonie e gli sport invernali

Contrariamente a quanto molti immaginano, in Sicilia si scia da decenni, e lo si fa in due comprensori distinti. Il primo comprensorio si trova sul versante settentrionale dell’Etna, sopra Linguaglossa, l’area di Piano Provenzana e si sviluppa fra i 1800 e i 2300 metri circa, con impianti che risalgono i pendii ricostruiti dopo l’eruzione del 2002 e piste fra i lariceti con una vista che arriva fino al mare e alla costa ionica.

Sul versante meridionale, sopra Nicolosi, il Rifugio Sapienza rappresenta il punto di partenza a quota 1900 metri: qui il paesaggio è privo di vegetazione, fatto di sabbie vulcaniche e blocchi lavici che d’inverno la neve ricopre parzialmente, e la funivia sale verso i 2500 metri, dove le escursioni con guida alpina vulcanologica proseguono in fuoristrada verso l’area dei crateri sommitali quando le condizioni lo permettono. In questa zona le principali attività che si fanno sono legate allo sci alpinismo e alle ciaspolate dato che ci sono pochi dislivelli, molto regolari e non c’è bosco.

Nel Parco delle Madonie, Piano Battaglia è la stazione di riferimento della Sicilia occidentale, a circa 1600 metri fra i comuni di Petralia Sottana e Isnello, in questo caso si trova un’ambiente completamente differente con faggete, doline carsiche, praterie d’altura e la presenza dell’abies nebrodensis, l’abete dei Nebrodi sopravvissuto in poche decine di esemplari. Le piste sono adatte a principianti e famiglie, il noleggio dell’attrezzatura è disponibile in loco, e nelle giornate senza neve sufficiente restano percorribili gli itinerari escursionistici del Geopark verso Piano Zucchi, la Riserva di Monte Cervi e il borgo di Isnello, sede dell’osservatorio astronomico GAL Hassin.

Presepi, feste patronali e carnevali: gli eventi invernali siciliani

Il periodo natalizio trova nella provincia di Trapani due appuntamenti che renderanno il tuo viaggio in Sicilia d’inverno magico, a Custonaci, dentro le grotte di Scurati, cavità che ospitarono un insediamento preistorico e successivamente un borgo rurale abitato fino al secondo dopoguerra, va in scena un presepe vivente con oltre centocinquanta figuranti che riproducono i mestieri tradizionali dentro le case in pietra addossate alla parete rocciosa; l’accesso avviene dal centro abitato con servizio navetta e biglietto di pochi euro. Poco distante, Erice allestisce nel proprio dedalo di cortili e vicoli medievali una esposizione diffusa di presepi, accompagnata da concerti di zampogne e da mercatini artigianali.

A febbraio Catania si ferma per la festa di Sant’Agata, fra le celebrazioni religiose più affollate d’Europa: dal 3 al 5 del mese i devoti in sacco bianco trainano il fercolo lungo un percorso urbano di diversi chilometri, preceduti dalle candelore, macchine votive in legno intagliato portate a spalla dalle corporazioni di mestiere, se ci si trova in città in quei giorni bisognerà però mettere in conto di prenotare con largo anticipo.

La stagione carnevalesca si divide fra due centri. Ad Acireale la tradizione della cartapesta convive con le macchine infiorate, strutture meccaniche rivestite di fiori freschi che sfilano lungo il centro barocco insieme ai carri allegorici; l’ingresso alle sfilate è a pagamento, con formule di abbonamento per più giornate. A Sciacca, sulla costa agrigentina, il corteo si apre con l’arrivo di Peppe Nappa e prosegue con carri satirici accompagnati da gruppi mascherati che recitano testi in dialetto sulla cronaca locale e nazionale.

Cosa fare d’inverno in Sicilia: cooking class e pasta fatta in casa

Tra le attività che rendono interessante un viaggio nei mesi freddi, i laboratori di cucina occupano un posto particolare, perché si svolgono al chiuso e perché l’inverno è la stagione degli ingredienti migliori: agrumi a piena maturazione, ricotta di pecora fresca, cavolfiore violetto siciliano, finocchietto selvatico, olive appena molite. Le cooking class si organizzano nelle case private del centro storico di Palermo e Catania, negli agriturismi dell’entroterra ibleo e nelle masserie della zona di Marsala, con durate che vanno dalle tre alle cinque ore e gruppi contenuti, spesso non oltre le otto persone.

Il programma tipo comincia con la spesa al mercato insieme al cuoco, passaggio che ha un valore pratico perché ti insegna a riconoscere il pesce azzurro fresco e le varietà di agrumi, e prosegue con la preparazione di tre o quattro piatti che vengono poi consumati a tavola con il vino della casa. Ricette ricorrenti sono la caponata di melanzane in versione invernale con sedano e capperi di Pantelleria, le sarde a beccafico, la pasta con le sarde e finocchietto, gli involtini di pesce spada e le arancine, la cui frittura richiede una tecnica che difficilmente si impara da un video.

Un modulo a sé riguarda la pasta fatta in casa. In Sicilia si lavora la semola rimacinata di grano duro con sola acqua, senza uova, e ogni zona ha il proprio formato: le busiate trapanesi si arrotolano attorno al buso, uno stelo di ampelodesmo o un ferro sottile, e si condiscono con il pesto alla trapanese a base di mandorle, pomodoro e basilico; nel Ragusano si producono i cavatelli e i maccheroni al ferretto; nel Palermitano si preparano gli gnocculi. Nei laboratori dedicati imparerai a regolare l’idratazione dell’impasto, a farlo riposare coperto e a stendere i formati a mano, portando a casa una tecnica ripetibile con qualsiasi semola.

Degustazioni di vini, biscotti di mandorla a Erice e tour del cioccolato a Modica

Le visite in cantina d’inverno si svolgono nel momento della potatura e degli affinamenti, con i produttori più disponibili al dialogo e i gruppi ridotti a poche persone. Sull’Etna, nei comuni di Castiglione di Sicilia, Randazzo e Milo, le degustazioni riguardano i vini della denominazione ottenuti da nerello mascalese e nerello cappuccio per i rossi e da carricante per i bianchi, coltivati su terrazzamenti in pietra lavica fra i 600 e i 1000 metri di quota, spesso da viti a piede franco e ad alberello che il fillossera non ha mai raggiunto. Nel Ragusano si assaggia il Cerasuolo di Vittoria, unica DOCG siciliana, nato dall’unione di nero d’Avola e frappato; a Marsala le cantine storiche fanno visitare i bagli e le botti dei vini perpetui, spiegando le differenze fra vergine, superiore e fine.

A Erice la pasticceria conventuale ha lasciato un’eredità precisa e ancora viva, legata alla lavorazione della mandorla: nelle botteghe del borgo si degustano le genovesi ripiene di crema, i mustazzoli, i sospiri e soprattutto i biscotti di mandorla, impastati con mandorle pelate, zucchero e albume e profumati con scorza di limone o cannella. La degustazione guidata prevede l’abbinamento con il passito di Pantelleria o con il marsala, e in alcune botteghe si assiste alla formatura a sac à poche, che spiega la superficie increspata caratteristica del biscotto.

A Modica il tour del cioccolato segue una lavorazione a freddo di origine spagnola: la pasta di cacao viene amalgamata con lo zucchero a temperature inferiori ai 50 gradi, così che i cristalli non si sciolgano e restino percepibili al morso. Le botteghe del corso organizzano visite ai laboratori con assaggio delle varianti alla cannella, alla vaniglia e al peperoncino, e in dicembre la città dedica alla produzione una manifestazione con degustazioni e dimostrazioni aperte al pubblico.

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Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.

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