Cosa vedere a Pantelleria: guida ai luoghi più belli dell’isola

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Raggiungibile da Trapani con i collegamenti marittimi e con i voli di linea che atterrano sull’aeroporto dell’isola, Pantelleria riserva a chi arriva un paesaggio che non somiglia a quello delle altre isole siciliane, a partire da una costa interamente rocciosa, fatta di falesie di lava, scogliere e piccole insenature, dove la sabbia manca del tutto.

All’interno i versanti sono organizzati nei terrazzamenti di muretti a secco che l’agricoltura ha ricavato per contenere la pendenza dei terreni, che salgono verso Montagna Grande, la vetta dell’isola con i suoi 836 metri, mentre la parte centrale è occupata dalla caldera dei Cinque Denti, la depressione vulcanica di circa 28 chilometri quadrati formatasi con l’eruzione del Tufo Verde e riconoscibile sulla costa settentrionale nel taglio della falesia di Cala Cinque Denti.

Pantelleria infatti è unica anche per la sua posizione, trovandosi più vicina alla costa tunisina che a quella siciliana, e questa posizione nel mezzo del Canale di Sicilia ne ha condizionato la storia, il paesaggio e perfino la forma delle case, costruite con la stessa pietra scura che il vulcano ha depositato ovunque sull’isola. Arrivando qui si trova un territorio che somiglia poco all’immagine consueta delle isole siciliane, perché la sabbia manca del tutto e le spiagge sono sostituite da scogliere, cale strette e piattaforme di lava levigata dal mare.

Scopriamo nel dettaglio cosa vedere a Pantelleria in questa splendida isola vulcanica!

Il Lago di Venere e le terme naturali di Pantelleria

Il Lago Specchio di Venere riempie una conca vulcanica in contrada Bugeber, al centro dell’isola, e deve il suo nome alla leggenda secondo cui la dea Venere veniva a specchiarsi qui prima di incontrare Bacco, un’immagine che sembra quasi vera se si guardano le sue acque a specchio al mattino presto. Il bacino è alimentato dalle piogge e da sorgenti calde lungo la sponda meridionale, dove l’acqua supera i cinquanta gradi e crea delle vasche calde naturali che attraggono tantissima gente.

Il vero richiamo del lago, però, sono i suoi fanghi dato che lungo i bordi si deposita un’argilla chiara che ci si può spalmare sul corpo, lasciandola asciugare al sole prima di sciacquarsi nel lago e concedersi un bagno caldo e rigenerante per la pelle. La zona è amata anche da chi fa birdwatching: durante le migrazioni, fenicotteri e altri uccelli, infatti, si fermano qui prima di attraversare il Mediterraneo.

La Sauna Naturale di Sibà, nota agli isolani come Grotta di Benikulà, è invece una spaccatura nella roccia da cui fuoriescono folate di vapore acqueo a circa quaranta gradi, all’interno c’è una panca in pietra dove ci si può sedere per godersi il calore, per arrivarci si percorre un piacevole sentiero tra la macchia mediterranea (servono scarpe da ginnastica), mentre dallo spiazzo davanti all’ingresso si gode un panorama splendido sulla piana di Monastero e le sue vigne.

A completare la mappa termale ci sono le Favare, getti di vapore ad altissima temperatura (in alcuni punti toccano i cento gradi) che fuoriescono dalle rocce alle pendici della Montagna Grande, la più imponente è la Favara Grande dove in passato, i contadini panteschi usavano un trucco ingegnoso per raccogliere acqua dolce in un’isola che ne era priva: facevano condensare questo vapore incanalandolo in vasche di pietra per dissetare gli animali.

Cosa vedere a Pantelleria lungo la costa

L’Arco dell’Elefante è l’icona più famosa dell’isola, si trova sul versante orientale, a pochi minuti d’auto dal centro, ed è un enorme promontorio di pietra lavica che si allunga in mare ricordando la proboscide di un elefante intento a bere. Sotto la roccia si apre un grande arco che si può attraversare a nuoto, mentre ai suoi piedi si stende una comoda scogliera piatta. Nelle ore centrali si riempie facilmente di bagnanti, quindi conviene visitarlo al mattino presto o verso il tramonto.

Il Laghetto delle Ondine è una piscina naturale scavata nella roccia scura di Punta Spadillo, questa è separata dal mare solo da una bassa parete rocciosa che viene costantemente scavalcata dalle onde, garantendo un ricambio continuo d’acqua, la sua particolarità è che lo spettacolo migliore è proprio quando il mare è mosso: nelle giornate di vento forte, quando fare il bagno altrove è rischioso, in questo specchio d’acqua diventa invece possibile.

La Balata dei Turchi si trova dalla parte opposta rispetto al centro di Pantelleria, è una baia spettacolare protetta da una parete rocciosa dai colori accesi, con acque incredibilmente trasparenti. Il nome rievoca il tempo in cui i pirati la usavano come approdo sicuro, nascosto alla vista di chi stava a terra. La strada per raggiungerla è sterrata e un po’ sconnessa, cosa che scoraggia molti visitatori, ma chi ha la pazienza di scendere trova uno dei luoghi più suggestivi e tranquilli dell’isola.

A Cala Gadir, sul versante nord-orientale, potrete fare il bagno in mare e subito dopo immergervi nelle sorgenti calde: proprio accanto al porticciolo ci sono vasche scavate nella scogliera dove sgorga acqua termale, e a brevissima distanza si trovano anche Cala Levante e Cala Tramontana, adagiate sui due lati opposti dello stesso promontorio.

Le aree archeologiche di Pantelleria tra Sesi, acropoli e relitti

I Sesi sono misteriose costruzioni megalitiche che si concentrano nelle zone di Mursia e Cimillia, il loro nome deriva dal dialetto locale e significa semplicemente “mucchio di pietre”, motivo per cui per secoli gli abitanti ne hanno ignorato la vera funzione, scoprendo solo nell’Ottocento che si trattava di monumenti funerari che furono eretti cinquemila anni fa da popolazioni giunte dall’Africa del Nord, usando la tecnica della pietra a secco su pianta ellittica, con piccole camere sepolcrali al centro raggiungibili attraverso cunicoli molto bassi.

Sulle colline di San Marco e Santa Teresa sorgeva invece il centro politico e religioso della Pantelleria punica e poi romana, gli scavi condotti a San Marco hanno portato alla luce un raffinato sistema idrico fatto di cisterne e canali, e proprio in una di queste cisterne sono state ritrovate le famose tre teste imperiali in marmo raffiguranti Giulio Cesare, Antonia Minore e Tito.

Il Castello di Pantelleria vi accoglie non appena sbarcate dalla nave, imponente con la sua struttura medievale in pietra scura affacciata sul porto, utilizzato come carcere fino al 1975, dal 2015 è stato trasformato nel museo archeologico dell’isola e ospita i reperti più importanti, comprese le teste imperiali di San Marco, si trova aperto principalmente da giugno a settembre, periodo durante il quale diventa anche lo scenario per mostre ed eventi culturali.

Ma gran parte della storia di Pantelleria si trova sott’acqua, infatti, nei fondali di Cala Gadir giacciono decine di anfore appartenenti a due distinti relitti romani tanto che la Soprintendenza ha creato qui il primo percorso archeologico subacqueo dell’isola. A Cala Tramontana sono state ripescate oltre tremila monete puniche in bronzo, probabilmente il fondo cassa di una spedizione cartaginese, ora esposte al Castello. Nel porto di Scauri, infine, si trova il relitto di una nave del V secolo d.C. affondata per un incendio mentre trasportava la rinomata ceramica da fuoco prodotta sull’isola, la Pantellerian Ware.

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Montagna Grande e i sentieri del Parco Nazionale

La Montagna Grande svetta fino a 836 metri d’altezza al centro dell’isola, dimostrando che anche un piccolo scoglio di ottantaquattro chilometri quadrati può offrire percorsi di trekking interessanti. I sentieri della Montagna Grande salgono attraverso fitti boschi di lecci e pini marittimi, garantendo un clima fresco anche in piena estate, dalla vetta si vede tutta Pantelleria e nelle giornate limpide si riesce a scorgere persino la costa della Sicilia.

Infine, un’altro spettacolo naturale da vedere è il Parco Nazionale Isola di Pantelleria, nato per proteggere la biodiversità vulcanica, la macchia mediterranea e il paesaggio rurale, passeggiando lungo i suoi percorsi si incontrano gli storici terrazzamenti con muretti a secco, fondamentali per poter coltivare terreni altrimenti troppo ripidi, e i caratteristici “giardini panteschi”: ritagli di pietra circolare alti diversi metri costruiti attorno a un unico albero di agrumi per proteggerlo dai venti impetuosi. Tra i vigneti invece noterete la tipica coltivazione della vite ad alberello: una tecnica agricola talmente unica che nel 2014 l’Unesco l’ha dichiarata Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

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Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.

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