Laghi in Sicilia: i più belli da vedere e come visitarli
La Sicilia non è solo mare! Vieni con noi alla scoperta dei suoi laghi!
Di contro all’immagine di una regione caratterizzata solo alla presenza del mare e di una costa meravigliosa, in realtà il territorio siciliano conta una trentina di laghi distribuiti in tutte le province, dai piccoli invasi montani dei Nebrodi alle zone umide costiere del versante ionico. La maggior parte dei laghi in Sicilia ha origine artificiale e nasce da sbarramenti realizzati fra gli anni Cinquanta e Ottanta per l’irrigazione e per l’approvvigionamento idrico, mentre i bacini naturali sono meno e devono la loro esistenza a conche carsiche, crateri vulcanici o colate laviche che hanno ostruito un corso d’acqua.
Gli invasi gestiti da consorzi di bonifica hanno sponde spesso inaccessibili e livelli che oscillano molto fra primavera e fine estate, con abbassamenti che lasciano scoperte ampie fasce di fondale; le riserve naturali sono attrezzate con sentieri, capanni di osservazione e centri visita, e in alcuni casi richiedono il pagamento di un ingresso; soltanto in pochi offrono strutture ricettive sul lago con noleggio di canoe o aree balneabili.
Il periodo cambia radicalmente l’esperienza: fra ottobre e novembre e poi da marzo a maggio i bacini si popolano di uccelli migratori che sfruttano la posizione dell’isola sulla rotta fra l’Africa settentrionale e l’Europa continentale, mentre in luglio e agosto molti laghi si riducono sensibilmente e le temperature rendono poco praticabili le camminate diurne. Scopriamo insieme quali sono i laghi più belli e interessanti da vedere in Sicilia!
I laghi naturali da visitare in Sicilia
Nella conca dei Monti Erei, a pochi chilometri a sud di Enna, il primo lago naturale da visitare è lago di Pergusa che occupa una depressione priva di immissari e di emissari: l’alimentazione dipende dalle precipitazioni e dalla falda, mentre la perdita avviene per sola evaporazione, meccanismo che nei millenni ha concentrato i sali disciolti rendendo salmastre le acque. L’area è tutelata come riserva naturale speciale, la prima istituita nell’isola, oltre a rientrare fra le zone di protezione speciale della rete europea.
Il fenomeno che rende celebre questo lago riguarda il colore: in determinate condizioni di salinità e irraggiamento le acque assumono una tonalità rosso porpora, dovuta alla proliferazione di un copepode, l’Arctodiaptomus salinus, che produce un pigmento carotenoide per proteggersi dalla radiazione solare. Una piccola curiosità, a questo lago la tradizione classica associa il ratto di Proserpina, episodio che Ovidio colloca proprio in questi prati.
Molto diverso il caso dello Specchio di Venere, a Pantelleria, in contrada Bugeber: questo è un bacino endoreico ospitato in una depressione vulcanica, alimentato dalle piogge e da sorgenti sublacustri che immettono acqua a temperature elevate lungo la sponda meridionale. La possibilità di scegliere la zona di immersione in base alla temperatura, più calda a sud e più fresca a nord, e la presenza di sedimenti argillosi utilizzati come fanghi ne fanno una meta termale oltre che naturalistica.
Laghi di montagna in Sicilia nei Nebrodi e sull’Etna
Tra i laghi più belli da vedere ci sono i laghi di montagna siti in Sicilia nei Nebrodi e sull’Etna, a quota 1498 metri, alle pendici di Monte Soro che con i suoi 1847 metri rappresenta la cima più alta dei Nebrodi, si trova il lago Maulazzo che si estende su circa cinque ettari all’interno del territorio di Alcara Li Fusi. Nasce da uno sbarramento in terra realizzato negli anni Ottanta, ma il contorno di faggeta lo ha reso in pochi decenni un ambiente di riferimento per l’avifauna locale, con presenze regolari dell’airone cenerino, del germano reale e del martin pescatore, e con specie vegetali endemiche come il cardo di Valdemone lungo le rive.
Poco distante, raggiungibile con una deviazione lungo la strada che collega Cesarò a San Fratello, si trova invece il Biviere di Cesarò rappresenta il corrispettivo naturale del Maulazzo: un lago di origine glaciale posto a quota 1278 metri, alimentato da sorgenti, con sponde frequentate dai cavalli sanfratellani allo stato brado e con una splendida vista sull’Etna nelle giornate limpide.
Sul versante nord occidentale del vulcano, nel territorio di Randazzo, si trova invece il lago Gurrida che deve la propria esistenza a una colata lavica cinquecentesca che ostruì il corso del torrente Flascio. Durante l’inverno il livello può superare i quattro metri e l’acqua invade i terreni circostanti del pianoro a 835 metri di quota, mentre in estate il bacino si ritira lasciando prati umidi. La particolarità agronomica riguarda i vigneti che restano sommersi per mesi senza subire danni. Visitare questo lago permette di fare un percorso naturale con punti di osservazione nell’unica zona umida del Parco dell’Etna, mentre a valle, fra Francavilla di Sicilia e Castiglione, il fiume Alcantara forma le gurne, sedici laghetti consecutivi di acqua gelida incastonati fra pareti basaltiche.
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I laghi artificiali: dal lago Rosamarina a quello di Santa Rosalia
Ai piedi del borgo di Caccamo, in provincia di Palermo, si trova il lago Rosamarina che costituisce il maggiore invaso artificiale dell’isola, generato dallo sbarramento del fiume San Leonardo e destinato all’approvvigionamento idrico e irriguo di buona parte del comprensorio palermitano. Le sponde restano in gran parte selvatiche e non attrezzate, con l’eccezione del versante orientale, dove una struttura polifunzionale mette a disposizione un’area campeggio, area ristoro, piscina e un centro nautico per il noleggio di canoe, kayak e pedalò. La combinazione con la visita al castello di Caccamo rende la una giornata ancora più bella da vivere soprattutto nel periodo primaverile o estivo.
Nel territorio dei Monti Sicani, fra Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e Sciacca, puoi visitare il lago Arancio che occupa 3,7 chilometri quadrati creati nei primi anni Cinquanta sbarrando il fiume Carboj. L’innalzamento delle acque sommerse parzialmente il Fortino di Mazzallakkar, struttura fortificata di età islamica che oggi emerge in forma di ruderi allineati quando il livello si abbassa, condizione che si verifica di norma in tarda estate. La gestione naturalistica è affidata alla LIPU, che vi ha istituito un’oasi: il lago si trova lungo le rotte migratorie di spatola, mestolone e chiurlo, mentre svasso maggiore, folaga e gallinella d’acqua vi nidificano stabilmente.
Nella campagna ragusana, incassato in una conca degli Iblei, c’è il lago Santa Rosalia che nasce dallo sbarramento dell’Irminio a scopo irriguo e si estende su 1,45 chilometri quadrati con sponde frastagliate che offrono rifugio a numerose specie nidificanti, fra cui gheppio, nibbio reale e corvo imperiale. Nei dintorni si trova anche il castello di Donnafugata e la riserva della foce dell’Irminio.
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Laghi in Sicilia e birdwatching: Vendicari e Biviere di Gela
Lungo il litorale fra Noto e Pachino si trova la riserva naturale Oasi Faunistica di Vendicari che protegge circa 1500 ettari che alternano pantani salmastri e d’acqua dolce, saline dismesse, tratti di costa rocciosa, spiagge e macchia mediterranea. La posizione sulla rotta migratoria fra Africa ed Europa fa sì che nel giro di poche ore di osservazione si possano avvistare fenicotteri rosa, cavalieri d’Italia, aironi e cicogne, con presenze che cambiano sensibilmente fra il passo autunnale e quello primaverile. Il Pantano Grande conserva le tracce delle antiche saline, mentre sulla riva si stagliano i resti della tonnara ottocentesca e la torre sveva, e a poca distanza si apre la caletta di Calamosche. Il percorso interno si sviluppa su sentieri pianeggianti con capanni di osservazione, praticabili anche con bambini purché si eviti la fascia centrale della giornata estiva; l’ingresso è a pagamento e i parcheggi si trovano lungo la statale, a diverse centinaia di metri dai punti di accesso.
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Sulla costa meridionale, poche centinaia di metri all’interno rispetto alla linea di battigia, il Biviere di Gela rappresenta il maggiore lago costiero siciliano e uno dei pochi ambienti di questo tipo rimasti nel Mediterraneo centrale. La riserva, gestita dalla LIPU, garantisce aperture quotidiane e visite guidate per gruppi, ma resta percorribile anche in autonomia grazie ai sentieri attrezzati e ai capanni affacciati sullo specchio d’acqua. Fra le specie osservabili compaiono airone rosso, moriglione, fischione, pernice di mare e il mignattaio, ibis dalle sfumature metalliche assunto a simbolo dell’area protetta.
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Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.
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