Location dei film girati in Sicilia: itinerari tra cinema e paesaggio
Scopri le migliori esperienze da fare in Sicilia, andando alla scoperta dei luoghi iconici che hanno ospitato pellicole nazionali e internazionali.
La Sicilia non è solo un posto per fare esperienze uniche, ma anche un luogo dove ogni anno milioni di viaggiatori arrivano per scoprire le location di film girati tra le sue città, campagne e località di mare, dalla visita ai piccoli bar di paese sopra Taormina, per gustare una granita al limone nello stesso bar dove Michael Corleone chiede la mano ad Apollonia, agli scenari di grandi serie televisive italiane e internazionali.
Le location dei film girati in Sicilia ti offrono la possibilità di scoprire le diverse mete con un occhio diverso, rivivendo quegli ambienti che hanno reso iconiche diverse pellicole nel corso degli anni, anche perché l’Isola con le sue peculiarità ha offerto alla macchina da presa ambienti unici dai centri storici, alle dimore nobiliari, fino ai paesi dove il tempo sembra essersi fermato nel tempo.
In questa guida andiamo a scoprire i luoghi che hanno ospitato produzioni distanti fra loro per epoca e genere, e per ciascuna zona scopriamo i set principali insieme alle informazioni utili per raggiungerli e riconoscere ciò che le riprese hanno modificato rispetto alla realtà.
Palermo e provincia: dal barocco de “Il Gattopardo” alla Bagheria di Tornatore
Nel 1963 Luchino Visconti portò sullo schermo il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e realizzò il capitolo più sontuoso di questa mappa con Il Gattopardo. La sequenza del ballo venne girata per settimane nelle sale affrescate di Palazzo Valguarnera Gangi, in piazza Croce dei Vespri, dimora tuttora abitata dalla famiglia proprietaria e visitabile soltanto in occasioni particolari. La residenza estiva dei protagonisti fu invece individuata in una villa settecentesca alla periferia occidentale della città.
Donnafugata, il paese che nel romanzo accoglie la famiglia Salina, non esiste nella toponomastica reale e prese le sembianze di Ciminna, borgo collinare a una quarantina di chilometri dal capoluogo, dove la chiesa madre compare nella scena del ringraziamento e conserva l’aspetto di allora. Le riprese cittadine attraversarono la Kalsa, piazza della Rivoluzione e gli interni della chiesa del Gesù, luoghi che puoi visitare tranquillamente mentre ti trovi a Palermo.
Un secolo di storia più tardi e pochi chilometri più a est, Giuseppe Tornatore ha costruito attorno a Palermo una parte consistente della sua opera. Bagheria compare in più titoli, da Nuovo Cinema Paradiso (1988, Oscar nel 1990) alle sequenze di Malèna (2000), e ospita nella villa settecentesca decorata con le figure grottesche uno dei set più singolari dell’isola, impiegato anche da Marco Bellocchio ne Il regista di matrimoni (2006).
Nell’entroterra montuoso di Palermo, Palazzo Adriano invece conserva la piazza che nel racconto del ragazzo e del proiezionista rappresenta il centro dell’immaginaria Giancaldo in Nuovo Cinema Paradiso. La fontana e i prospetti delle due chiese affacciate sullo stesso spazio sono rimasti immutati, e il comune ha allestito un piccolo museo dedicato alle riprese. Altre sequenze di quel film furono girate a Cefalù, Castelbuono e Termini Imerese, mentre i ruderi di Poggioreale, abbandonati dopo il terremoto del Belice, ritornano in più pellicole del regista come scenario di rovina.
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I borghi de Il Padrino fra Savoca e Forza d’Agrò
Attorno alla saga della famiglia Corleone si è consolidato un equivoco che dura da mezzo secolo, poiché il paese che le dà il nome non compare in nessuna inquadratura: la produzione lo giudicò troppo trasformato rispetto all’epoca del racconto e cercò altrove i borghi capaci di restituire la Sicilia degli anni Venti.
La scelta cadde sui paesi arroccati alle spalle di Taormina, e Savoca divenne il luogo dell’incontro fra Michael e Apollonia in Il Padrino (1972). Il locale che compare nella scena della richiesta al padre della ragazza esiste ancora, conserva l’insegna e l’arredo di allora e continua a servire la granita: è il celebre Bar Vitelli. La chiesa dove si celebra il matrimonio si raggiunge salendo a piedi lungo la via che attraversa il centro storico, e il percorso completo richiede circa un’ora.
Poco distante, Forza d’Agrò fornì gli scorci del paese visto dall’alto e la scalinata che sale verso la chiesa madre, mentre le gole scavate dal fiume Alcantara, nel territorio di Motta Camastra, compaiono nelle sequenze in esterni. Il terzo capitolo della saga, Il Padrino – Parte III (1990), ampliò il perimetro delle riprese includendo il Teatro Massimo di Palermo, dove si svolge la sequenza conclusiva, e una dimora settecentesca circondata da agrumeti nella piana di Fiumefreddo.
Le stesse gole dell’Alcantara sono tornate sullo schermo nel 2015 con Il racconto dei racconti – Tale of Tales, la pellicola fantastica che Matteo Garrone presentò a Cannes, ambientandovi l’episodio della regina. Sul versante etneo il vulcano invece ha fornito per decenni paesaggi lunari a produzioni italiane e straniere, dai film in costume degli anni Sessanta alle riprese aeree di produzioni recenti, e la strada che sale verso il rifugio Sapienza consente di raggiungere in automobile quote del vulcano il cui panorama corrisponde esattamente a quello delle inquadrature.
Location dei film girati in Sicilia tra il barocco della Val di Noto
La zona che comprende Ragusa, Modica, Scicli e Noto ha costruito negli ultimi trent’anni una notorietà cinematografica intrecciata con quella televisiva, e il fenomeno più esteso riguarda proprio il piccolo schermo. La serie Il Commissario Montalbano, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri, ha collocato l’immaginaria Vigàta in una geografia che non corrisponde a quella dei libri, distribuendo i luoghi del commissario fra il palazzo comunale di Scicli, che ospita il commissariato, e la villa affacciata sul mare di Punta Secca, divenuta meta di visita quotidiana.
Alle porte di Ragusa il castello di Donnafugata con il suo labirinto e il parco compare nella medesima serie e ricorre in produzioni cinematografiche di genere diverso, da Il racconto dei racconti (2015) ai film in costume. La visita richiede mezza giornata e si combina agevolmente con il centro storico di Ragusa Ibla.
Vent’anni prima Tornatore aveva già portato la macchina da presa in questa zona per Nuovo Cinema Paradiso (1988), il racconto di un finto talent scout che percorre l’isola alla ricerca di volti da provinare. Le riprese toccarono Ragusa, il borgo montano di Monterosso Almo, l’area archeologica di Morgantina nell’ennese e il porticciolo di Marzamemi, con le case dei pescatori affacciate sulla piazza della tonnara.
Le scale di Modica, i prospetti curvi delle chiese e le vie strette del centro storico hanno ospitato produzioni recenti che sfruttano la compattezza del tessuto urbano, condizione che consente di girare più ambientazioni nel raggio di poche centinaia di metri. Il vantaggio maggiore per chi organizza l’itinerario cinematografica in questa zona è sicuramente nella distanza contenuta fra i quattro centri principali, che si raggiungono facilmente in automobile.
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Siracusa, Agrigento e la costa meridionale
Con il suo pavimento chiaro e la facciata barocca che chiude la prospettiva, la piazza del duomo di Ortigia è probabilmente l’ambiente urbano siciliano più fotografato dal cinema. Nel 2000 vi furono girate le sequenze di Malèna, il film interpretato da Monica Bellucci, in cui la protagonista attraversa lo sguardo degli abitanti, e le riprese si estesero fino al lungomare, alle vie interne dell’isola e ad alcuni tratti della costa fra Noto e Avola.
La stessa produzione portò la macchina da presa sulla scogliera calcarea che degrada verso il mare nel territorio di Realmonte, formazione bianca a gradoni divenuta negli anni set di numerose pellicole e oggi soggetta a limitazioni di accesso per motivi di tutela, che conviene verificare prima di programmare la visita.
Sulla costa occidentale, fra Trapani e San Vito Lo Capo, le saline con i mulini a vento e la spiaggia di Macari compaiono in Stanno tutti bene (del 1990), il film di Giuseppe Tornatore con Marcello Mastroianni che parte dall’isola per raggiungere i figli sparsi in Italia. La luce del tramonto sulle vasche resta uno dei paesaggi più riconoscibili del versante tirrenico e attira ogni sera fotografi lungo la strada che costeggia lo Stagnone.
Nell’entroterra agrigentino la casa natale di Luigi Pirandello e il paesaggio di argille attorno a Porto Empedocle ricorrono nelle trasposizioni delle sue opere, mentre la valle dei templi ha fornito lo sfondo a documentari e a film ambientati nell’antichità classica. Se si raggiunge questa zona è possibile combinare entrambi i percorsi anche in una giornata dato che i luoghi pirandelliani distano dalla valle una decina di chilometri.
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Le riprese sulle isole minori e i set contemporanei che hanno rilanciato la Sicilia
Tra i luoghi che la Sicilia ha prestato al cinema non possiamo che nominare le sue isole, alcune delle quali sono impresse in pellicole iconiche come quella del Il Postino (1994), il celebre film che Michael Radford girò con Massimo Troisi, che racconta l’esilio di un poeta cileno su un’isola del golfo di Napoli, ma le riprese si svolsero in gran parte a Salina, nell’arcipelago eoliano. La spiaggia di Pollara, incassata in un cratere collassato, e il piccolo porto di Rinella costituiscono gli ambienti principali, mentre la casa del protagonista venne costruita appositamente e successivamente smantellata.
Altre isole dell’arcipelago hanno ospitato produzioni celebri della stagione neorealista: Stromboli (1950) di Roberto Rossellini diede titolo e ambientazione al film, mentre Vulcano fu nello stesso periodo teatro di una produzione concorrente. Ad Acitrezza, sulla costa catanese, Luchino Visconti aveva già girato nel 1948 La terra trema, la trasposizione del romanzo verghiano impiegando pescatori del luogo al posto degli attori professionisti.
Negli ultimi anni la produzione cinematografica internazionale ha riscoperto l’isola su ampia scala, ad esempio con le riprese di The White Lotus (2022), la serie HBO ambientata nel 2022 fra Taormina, Cefalù, Palermo e Noto, è stato rilevato un incremento documentato delle prenotazioni provenienti dai mercati anglosassoni. Ha destato molto interesse anche la trasposizione seriale de Il Gattopardo (2025, Netflix) girata fra Palermo, Catania e la campagna dell’entroterra.
Non potevamo non citare poi l’ultimo kolossal che ha ospitato la Sicilia: Odissea, che Christopher Nolan ha portato nelle sale italiane a luglio 2026, durante la produzione del film il regista con il cast ha occupato per circa sette settimane l’arcipelago delle Egadi, individuando in Favignana l’Itaca del racconto omerico.
Il castello di Santa Caterina, che presidia il punto più alto dell’isola e si raggiunge a piedi lungo il sentiero che sale dal paese, ha ospitato le sequenze della reggia interpretate da Matt Damon e Anne Hathaway, servito da un viavai di elicotteri e da una teleferica montata per l’occasione e smantellata a riprese concluse. Il porto peschereccio è stato invece convertito in un approdo greco con una dozzina di navi scenografiche ormeggiate per settimane, mentre le acque intorno all’isola e lo scoglio di Preveto compaiono nelle riprese in mare.
Se vuoi conoscere tutte le riprese cinematografiche effettuate negli anni in Sicilia, puoi consultare anche un elenco aggiornato delle produzioni e dei luoghi interessati detenuto presso la Film Commission regionale, mentre diversi comuni hanno predisposto percorsi segnalati con pannelli che riportano il fotogramma corrispondente.

Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.
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