Sicilia Tour, le spiagge più belle a Siracusa

Sicilia Tour, le spiagge più belle a Siracusa

Spiagge più belle a Siracusa: la Sicilia come non l’avete mai vista

La Sicilia è la mia passione e il mio unico amore

Sicily Tour

La nostra guida per turisti curiosi Sicilia Tour

La migliore guida per scoprire Agrigento

Cosa vedere e tutte le attività da poter fare.
Agrigento, città antichissima e dove ancora oggi potete ammirare i Templi Greci che la circondano, era definita “la più bella città dei mortali” e rimane una tappa obbligatoria se decidete di visitare la SiciliaLa sua incredibile aerea archeologica è patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Cosa vedere ad Agrigento

Il luogo più spettacolare da visitare è la Valle dei Templi di Agrigento che comprende i resti dell’antica città di Akragas. Imperdibili sono la Cattedrale di San Gerlando, la Casa Natale di Pirandello, la scala dei Turchi (una scogliera calcarea bianca a forma di scala), il Museo Archeologico Regionale, la Chiesa e Cripta dell’Addolorata, il Mercato di Agrigento, la Chiesa di Santa Maria dei Greci, il Monastero di Santo Spirito, il Teatro Pirandello e la spiaggia di Caporosso.

Cosa fare ad Agrigento

Città ideale per escursioni organizzate con guida esperta sia in barca a vela che a piedi sulla terra ferma. Posto stupendo dove rilassarsi immersi in un’atmosfera di altri tempi che vi farà sognare tra magnifiche spiagge, passeggiate in città e incredibili tramonti sul mare.

GLI ITINERARI
L’itinerario giornaliero La crociera giornaliera concentra l’esperienza della vela in un’unica giornata. Si scopre la bellezza della costa siracusana da Ortigia, ai “Due Fratelli”, fino ad arrivare all’Area Marina Protetta del Plemmirio con la possibilità di fare snorkeling.

La costa tutta da scoprire
L’itinerario al Tramonto L’esperienza di vela può svolgersi anche al tramonto con la possibilità di  degustare un aperitivo ancorati sotto il Castello Maniace di Siracusa per trascorrere una serata romantica fuori dal comune.

Il tramonto
Aperitivo a bordo Un week end a bordo Con una crociera da 2-3 giorni vi è la possibilità di raggiungere la parte sud della Sicilia: attraversando la Riserva Naturale di Vendicari, si raggiunge l’antico borgo marinaro di Marzamemi, dove si può sostare una notte. Il secondo giorno si veleggia fino a Capo Isola delle Correnti presso Portopalo di Capo Passero e c’è la possibilità di pernottare all’ancora sotto lo spettacolo di stelle e silenzi della sera.

Gli alloggi
Impara a veleggiare L’itinerario di una settimana Il charter settimanale a bordo di Armonia dà la possibilità di esplorare mete più lontane come le Isole Eolie o Malta, personalizzando interamente itinerario, luoghi di inizio/fine crociera e soste.

I tour sono interamente personalizzabili, per maggiori informazioni contattaci tramite e-mail, saremo felici di guidarti nella scelta.
Per altri servizi offerti a bordo di Armonia, consigliamo di visitare il nostro sito e cliccare sulla voce “Servizi” sulla barra del menù.

Contatti
Per informazioni e/o prenotazioni puoi chiamare Iolanda al numero  +39 3339458579

Iolanda

 

 

Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.

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Sicilia Tour, guida per turisti curiosi: dalla partenza al soggiorno

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Sicilia Tour, guida per turisti curiosi: dalla partenza al soggiorno

 La nostra guida per turisti curiosi Sicilia Tour ha l’ambizione di non tralasciare nulla.

Ti daremo consigli su come prenotare il volo e l’hotel nell’isola più grande del Mediterraneo.

Immaginiamo un viaggio in Sicilia di 15 giorni tentando di ottimizzare il tempo per esplorarla al meglio.

Pianificazione viaggi, consigli, tappe, principali destinazioni, come arrivare, come spostarsi, dove andare e cosa fare in Sicilia.

La ‘perla’ del Mediterraneo è la prescelta tra i viaggi nel Sud Italia del tuo piano vacanze 2020 e di quello di molti altri turisti.

La Sicilia profuma della sua storia millenaria, di Grecia e d’Africa, di Bisanzio, d’Arabia e di mondo normanno. Non è soltanto la regione più estesa dello Stivale.

L’antica Trinacria va esplorata a fondo, svelata in più di un tour, in tanti viaggi alla scoperta dei suoi templi greci, dei mosaici bizantini, dell’architettura araba e dell’arte normanna.

Ogni suo angolo racconta di fasti, tradizioni, culture e ricchezza.

Cibi deliziosi, natura superba. Quattro parchi naturali, una novantina di riserve naturali, un universo costellato di spiagge, calette e insenature fiabesche, un suggestivo mondo sommerso.

Sei pronto per il tour? Seguici.

 

Sicilia Tour: prenotazione voli + hotel + auto

Qual è il miglior sito di prenotazione hotel economici in Sicilia?

Se vuoi prenotare soltanto l’albergo o il B&B perché intendi viaggiare in auto, ti consigliamo booking.com o trivago.it. Digitando nei motori di ricerca ‘Sicilia Italia’, troverai le migliori offerte hotel in Sicilia.

Se, invece, stai cercando un pacchetto all-inclusive volo + hotel e vuoi pianificare il tuo viaggio in modo semplice, veloce e conveniente, dai un’occhiata su Tripadvisor oppure su Skyscanner, Expedia, Edreams, Volagratis. Si tratta di siti che comparano i prezzi. Ti permettono di scegliere il migliore, di prenotare velocemente e di richiedere, magari, anche un’auto a noleggio.

Insomma, una guida per la pianificazione vacanze siciliane può dartela, in termini economici, uno di questi siti.

Nel caso tu cercassi pacchetti turistici Sicilia particolari, un giro turistico delle attrazioni in Sicilia o viaggi di lusso, esistono online agenzie di viaggio che organizzano tour per gruppi e singoli.

 

Guida turistica Sicilia: quando andare

Il clima siciliano è tipicamente mediterraneo con lunghe estati calde e secche ed inverni brevi, il più delle volte miti.

Per un viaggio in Sicilia, ogni stagione dell’anno è buona, seppure i mesi più indicati siano quelli tra aprile e ottobre. Questo perché i mesi tra ottobre e febbraio (autunno e inverno) sono i più piovosi.

La dolcezza del clima in primavera e in autunno consente di fare il bagno e di visitare i siti di maggior interesse senza soffrire troppo il caldo.

In Sicilia, d’estate (soprattutto ad agosto) le spiagge vengono letteralmente invase da orde di vacanzieri e i prezzi lievitano.

La Sicilia, perla del Mediterraneo, è talmente carica di storia, spiagge incantevoli e paesaggi naturalistici suggestivi che, per raccontarla tutta, non basta una guida. Così come non basta la classica vacanza estiva. C’è tanto, troppo da visitare e da ammirare. L’unica soluzione a questo surplus di bellezze naturali è organizzare un Sicilia Tour, magari da ripetere in varie tappe.

Si potrebbe organizzare una vacanza nella parte orientale oppure occidentale. Tentiamo.

 

Sicilia tour nell’area occidentale: itinerari e principali destinazioni

La parte nord-ovest della Sicilia rappresenta una zona di particolare pregio dell’isola.

Tra le mete turistiche da non perdere dell’area occidentale siciliana troviamo:

Palermo, capoluogo barocco della regione. Di questa città non puoi perderti Palazzo dei Normanni, la Cattedrale di Palermo e le tombe reali, il Teatro Massimo, la Cappella Palatina, la chiesa della Martorana, le Catacombe e i mercati rionali;

Trapani, forte del suo mare incantevole e cristallino e delle sue aree naturalistiche. Del centro storico ti consigliamo le Cento Chiese e Palazzo Senatorio. Non perderti neanche la Torre dell’Orologio e la chiesa del Purgatorio, il Castello del Mare, la Torre della Colombaia, la Torre di Ligny e il Museo delle Saline;

Marsala, la città del vino, con uno dei tratti di costa più suggestivi. Nel centro storico, sono da ammirare la chiesa Madre, il Museo degli Arazzi, i palazzi storici, l’Insula Romana, il parco archeologico.

Il tour non si ferma, di certo, qui.

Non possiamo trascurare le isole Egadi (in particolare, Pantelleria, Lampedusa e Favignana) simili a paradisi caraibici, oppure i siti archeologici di Segesta (con il tempio dorico e il teatro greco), Selinunte (con le sue cave di Cusa) e Agrigento (Valle dei Templi), gli incantevoli borghi storici di Cefalù, Sciacca, Erice.

Ad Agrigento, in particolare, ci ha colpito molto la Scala dei Turchi, una scogliera in calcare bianco che presenta veri e propri gradini.

Chi punta a luoghi di villeggiatura troverà pane per i suoi denti: San Vito Lo Capo, Scopello e Castellammare del Golfo.

La riserva della Foce del Belice, la riserva dello Zingaro o il parco delle Madonie sono perfetti per chi ama la natura.

 

Sicilia Tour nell’area orientale: itinerari e principali destinazioni

La regione sud-est della Sicilia è altrettanto affascinante e suggestiva.

Potrai visitare importanti città come Messina, Catania e Siracusa.

Messina non va considerata semplicemente il principale punto di arrivo per chi arriva in traghetto. Vale la pena visitare il centro storico e il Duomo, l’Orologio astronomico e la fontana di Orione, il Teatro Vittorio Emanuele II. Le tappe messinesi obbligate, per chi può permettersele, sono Taormina, che vanta un immenso patrimonio storico e archeologico, e Giardini Naxos (non lasciarti sfuggire il museo). Per ammirare come si deve le Isole Eolie (o Lipari) con i loro due vulcani attivi (Stromboli e Vulcano) ci vuole un tour a parte.

Catania offre spiagge cittadine come Praiola di Giarre, e Foce Simeto ma, soprattutto, i monumenti barocchi. Visita la cattedrale di Sant’Agata, il Giardino Bellini, i sotterranei e il Museo dello Sbarco, Acitrezza con gli otto Faraglioni dei Ciclopi e l’isola Lachea.

Della città di Siracusa ti consigliamo di esplorare l’isola di Ortigia, la parte storica (Duomo, Tempio di Apollo), il porto per, poi, spostarti verso il Teatro greco, l’Anfiteatro romano e il castello Maniace.

Non ultimi, lo splendido paesaggio dell’Etna, le zone costiere di Capo Passero e dell’isola delle Correnti.

Noto, nei pressi della riserva naturale di Vendicari, è Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO ma viene anche definita la capitale del barocco.

Tra le varie spiagge, ti consigliamo quella di Letojanni e di Bella (Taormina), di Calamosche e Marzamemi, Punta Asparano (Siracusa) e la Foce del Simeto (Catania).

 

Sicilia Tour: Enna e Ragusa

Il Tour in Sicilia può proseguire alla volta di Enna e Ragusa.

Enna viene soprannominata ‘l’ombelico della Sicilia’, è il cuore dell’isola.

E’ l’unica città siciliana a non avere accesso al mare. In compenso, vanta il maggior numero di laghi, tra cui il Lago di Pergusa (l’unico naturale).

Si trova a 900 metri sul livello del mare ed offre svariati luoghi di interesse, oltre al Lago di Pergusa:

  • Il Museo Archeologico;
  • Il Castello di Lombardia, che permette una vista senza ostacoli sull’Etna;
  • Il Duomo di Enna;
  • Via Roma, il centro storico di Enna.

Anche Ragusa ha un soprannome, anzi più di uno: ‘la città dei ponti’,’l’isola nell’isola’, ‘l’altra Sicilia”.

Dopo la ricostruzione post evento sismico del 1693, è stata suddivisa in Ragusa Superiore e Ragusa Ibla.

Rappresenta uno dei più importanti siti UNESCO del mondo. Custodisce tesori: reperti archeologici di età greca, antiche tradizioni rurali, architettura barocca sfoggiata da chiese, palazzi e vicoli.

 

Sicilia Tout: Come arrivare nell’Isola della Trinacria?

Nei motori di ricerca hai digitato ‘Sicilia trasferimenti aeroporto Italia’ e anche ‘trasferimenti in auto aeroporto Sicilia’. Non trovi la risposta che cerchi.

Forse hai digitato la parola chiave non corretta, forse non hai pazienza né voglia di cercare.

Probabilmente, sei confuso e non hai ancora deciso se vuoi partire in auto o in aereo.

Ti spieghiamo noi come arrivare in Sicilia in tutti i modi possibili.

Il mezzo più rapido per raggiungere la perla del Mediterraneo è l’aereo.

Sull’isola esistono due Aeroporti:

Falcone-Borsellino di Punta Raisi che dista da Palermo 32 km;

Fontanarossa a 7 km da Catania.

Il primo, l’aeroporto di Palermo, è collegato con voli diretti agli aeroporti principali delle città italiane (Napoli, Torino, Venezia, Milano, Bologna, Pisa, Roma). Riguardo all’aeroporto di Catania i collegamenti sono simili.

Una volta arrivato in aeroporto, in Sicilia trovare un taxi non sarà un problema.

Se vuoi viaggiare in treno, le linee ferroviarie collegano Milano, Firenze, Roma, Napoli e Reggio Calabria a Messina e da lì a Palermo, Catania e altre città siciliane. I treni vengono trasportati dalla penisola con il traghetto da Villa San Giovanni. I più rapidi, puntuali e costosi sono i treni Eurostar degli Intercity.

Via terra è possibile anche utilizzare gli autobus: la compagnia più nota che gestisce collegamenti da Roma o Napoli verso la Sicilia è la Interbus.

Se vuoi viaggiare comodo con la tua auto, con la A3 Salerno-Reggio Calabria puoi raggiungere Villa San Giovanni, dove partono i traghetti diretti a Messina.

L’isola è raggiungibile anche via mare:

– in traghetto da Napoli, Livorno, Genova e Cagliari;

– con il servizio di aliscafi che collega Messina a Reggio Calabria.

Il prezzo dei biglietti aumenta tra giugno e settembre e conviene prenotarli in netto anticipo.

 

Tour della città: la Sicilia e i trasporti locali

Una volta messo piede nella città siciliana da visitare, ti chiedi: è meglio noleggiare un’auto o una moto oppure viaggiare con i mezzi pubblici?

Il trasporto pubblico in Sicilia è complicato e richiede tempo.

I collegamenti tra le principali città e le località turistiche sono buoni. Se scegli, invece, percorsi meno battuti puoi incontrare difficoltà.

I treni sono lenti con servizi limitati ma sono da preferire agli autobus se si viaggia tra le principali città siciliane. Sono lenti ma economici e, comunque, affidabili.

I treni che fanno servizio lungo il circuito dell’Etna non sono gestiti da Trenitalia ma dalla Ferrovia Circumetnea, una società privata.

I collegamenti con le isole al largo della costa sono garantiti da un efficiente sistema di traghetti e aliscafi. I servizi diminuiscono significativamente d’inverno.

Pantelleria e Isole Pelagie è preferibile raggiungerle in aereo, mezzo più economico e veloce rispetto al traghetto.

 

Sapori e specialità della Sicilia

Un bel giorno, ti sei alzato e hai deciso: “Destinazione Sicilia”. Per le sue bellezze paesaggistiche, il mare, la storia, il fascino, il mistero, il senso di ospitalità. Anche per le sue specialità da assaporare in loco.

Questa terra sa prendere per la gola. I sapori di Sicilia sono un trionfo di gusto.

Quando si organizza un Sicilia Tour è impossibile non sognare le specialità dell’isola.

La lista del menu siciliano è lunga ma cercheremo di limitarci:

– pasta con le sarde o con i tenerumi (germogli della pianta di zucchine lunghe);

– timballo di anelletti al forno;

– pasta alla Norma con il sugo e le melanzane fritte;

– cardi e carciofi passati in pastella e fritti;

– pesce spada al forno;

– cous cous di pesce;

– sarde a beccafico (involtini di sarde ripieni di pangrattato, pinoli e uva sultanina);

– insaccati di Chiaramonte Gulfi o di Sant’Angelo di Brolo;

– olive “acciurate” (annegate nell’olio extravergine d’oliva con profumi locali);

– arancini al ragù;

– cannoli;

– cassate;

– paste di mandorle;

– caponate di melanzane;

– parmigiana di melanzane;

– panelle fatte con farina di ceci;

– lenticchie di Ustica;

– capperi di Salina;

– pistacchi di Bronte;

– granite,

– vini tipici come Nero d’Avola, Fuoco dell’Etna, Passito di Pantelleria, Malvasia, Marsala.

Fermiamoci qui anche se ci sarebbe molto altro da elencare.

 

Sicilia Tour: Cosa fare nell’Isola siciliana?

Di cose da fare, in Sicilia, oltre a godersi le spiagge, i sapori, la storia e l’architettura, ce ne sono diverse.

Tra queste, partecipare alle tradizionali feste religiose ed eventi in genere, le più importanti feste religiose sono quella dedicata a Sant’Agata (febbraio, Catania), Santa Lucia (Siracusa), il Presepe Vivente di Custonaci, la Festa di Santa Rosalia a Palermo (che si conclude la notte del 14 luglio),

Sul versante laico ti segnaliamo questi eventi:

Teatri di Pietra con spettacoli dal vivo in vari teatri antichi e siti monumentali;

Settimana Pirandelliana di Agrigento a luglio/agosto, con spettacoli teatrali, balletti e opere;

– Festival internazionale Taormina Arte (luglio/settembre) con spettacoli e rappresentazioni teatrali nel famoso teatro greco;

Sagra dei mandorli in fiore che si svolge nella Valle dei Templi di Agrigento nella prima decade di febbraio;

Carnevale di Acireale, tra i più spettacolari dell’isola;

– Le stagioni del Teatro Massimo e del Teatro Politeama;

Festival di Morgana, tra novembre e dicembre, con i famosi “pupi” siciliani.

Buon appetito, buon divertimento e buon viaggio alla scoperta delle bontà e bellezze siciliane.

 

 

 

 

Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.

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Spiagge e area marina protetta del Plemmirio

Spiagge e area marina protetta del Plemmirio

Spiagge e area marina protetta del Plemmirio

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(AMP)

Inaugurata nel febbraio 2005, l’area marina protetta (AMP) del Plemmirio

ha sin dalla sua nascita costituito un modello di riferimento per quanto riguarda la gestione e la protezione di beni naturali.
La costituzione del Consorzio Plemmirio, la cooperativa che gestisce l’area, è stata fortemente voluta dalla comunità e dalle associazioni locali, e ha segnato un punto di svolta nella gestione della località marina, portando a sforzi volti a diffondere la cultura dell’ambiente, a preservare la biodiversità, e a tutelare gli interessi della comunità locale.
Dal 2004 il sito è classificato come ASPIM (Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea).

Il territorio tutelato, comprendente ben 2.429 ettari di mare protetto, si sviluppa su un perimetro di 14,35 km lungo la costa orientale della Penisola della Maddalena.
L’AMP è suddivisa in tre zone sottoposte a regime di tutela diversificato, tenendo conto delle diverse caratteristiche ambientali e della situazione socio-economica:
La zona A di riserva integrale (80 ha) comprende il tratto di mare adiacente alla costa di Capo Murro di Porco;
La zona B di riserva generale (1470 ha) include il tratto di mare lungo la costa compresa tra Cala di Massolivieri e Punta di Milocca.
La zona C di riserva parziale (950 ha) comprende il tratto di mare residuo, incluso nel territorio dell’AMP.

Area marina protetta del Plemmirio: il crocevia del Mediterraneo
Un tempo importante crocevia per il passaggio di navi e bastimenti, il Plemmirio ospita oggi nei suoi fondali numerosi reperti risalenti alle epoche passate.
Non solo, situato in prossimità di Siracusa, il territorio stesso è ricco di tradizioni, mosaici, chiese rupestri e torri, risalenti al tempo in cui la città ha visto succedersi numerosi dominatori, dai Greci ai Bizantini, dai Romani agli Arabi e ai Normanni, che hanno lasciato ciascuno una propria impronta indelebile.
Durante l’età del Bronzo, il Plemmirio rimase a lungo inabitato da popolazioni indigene che si stabilirono in villaggi capannicoli, oggi oggetto di approfondite ricerche archeologiche.
Gli scavi hanno evidenziato due nuclei di tombe a grotticella, necropoli in cui sono stati ritrovati importanti corredi funerari risalenti al XV-XIV sec. A.C.
Le tombe sono state scavate anche sui costoni di roccia calcarea costa della penisola. Durante il V sec. a.C. il Plemmirio e il porto di Siracusa furono teatro di sanguinosi scontri fra Siracusani e Ateniesi.
Tra la metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, il Plemmirio, territorio da sempre destinato all’agricoltura, ha cominciato a ospitare le ricche dimore di villeggiatura della borghesia siracusana, splendidi esempi di architettura umana fusesi con la natura locale.
Simbolo della vocazione agricola del sito è la presenza di numerose masserie, dedicate alla produzione di vino, e, in particolare, del famoso moscato di Siracusa.

Il banco roccioso della penisola è da sempre stato destinato allo sfruttamento di cave di pietra, materiale poi usato per la costruzione di templi destinati al culto degli antichi dei, e, in tempi moderni, alla costruzione della facciata della cattedrale cittadina.
A causa della sua propaggine sul mare aperto unita al pericolo di secche e alle variabili meteorologiche, la Penisola della Maddalena poneva tantissimi ostacoli e sfide per gli antichi marinai.
Fra i punti di maggior rilievo storico e culturale meritano massima attenzione:
– la “Grotta Pellegrina”, luogo di rifugio dell’uomo preistorico, in prossimità della quale sorgono inoltre due interessanti cisterne per l’acqua piovana probabilmente risalenti al secolo XIX;
– la necropoli di punta della Mola, che sorge vicino ai resti di un antico villaggio preistorico;
– le sei latomie (cave estrattive di epoca greco-antica) lungo la costa, a testimonianza dell’antico quartiere sub-urbano del Plemmyrion;
– in prossimità di Capo Murro di Porco si snodano inoltre immensi complessi di tunnel sotterranei usati durante la Seconda Guerra Mondiale come contraerea.
Da sempre, la zona marina dell’AMP del Plemmirio è stata oggetto di interesse da parte di numerosi team di ricerca. Tra i risultati più interessanti, possiamo senza dubbio conteggiare il rinvenimento di un gruppo di bronzi nei pressi di punta del Gigante, frammenti di un gran numero di anfore di origine africana e bizantina.
In questo senso, grazie agli sforzi dell’AMP, è stato possibile rivisitare tutti i siti interessati da ritrovamenti archeologici, e i reperti sono stati georeferenziati e inseriti all’interno del sistema informativo territoriale dell’AMP del Plemminio.

Area marina protetta (AMP) del Plemmirio: la politica del Comitato oggi
Sin dalla sua formazione nel 2005 il Consorzio Plemmirio ha intrapreso un lento, ma costante, percorso organizzativo teso ad una politica ambientale trasparente, volta a migliorare e a preservare le condizioni ambientali della regione.
Per questo motivo la politica del gruppo si ispira a diversi punti cardine, quali:
– la conservazione della biodiversità attraverso interventi di tutela degli habitat e degli ecosistemi marini e costieri che si manifestano nella regolamentazione delle attività di fruizione del mare e del territorio costiero;
– la promozione di interventi di comunicazione mirati a diffondere la conoscenza dell’Area Marina Protetta del Plemmirio;
– sensibilizzare le comunità locali sulle esigenze di salvaguardia degli ambienti marino costieri;
– educare le generazioni future al rispetto dell’ambiente attraverso campagne educative rivolte alle scuole;
– promuovere e istituire programmi di formazione finalizzati alla creazione di figure specialistiche nel campo della salvaguardia dell’ambiente e della fruizione delle categorie svantaggiate;
– promuovere e sviluppare programmi di ricerca scientifica finalizzati al monitoraggio ambientale degli ecosistemi e della naturalità dell’Area;
– sensibilizzazione dell’utenza al rispetto delle regole definite dal regolamento che norma le modalità di uso dell’Area, mirando ad una fruizione ecocompatibile della stessa;
– collaborazione con gli operatori economici locali volta allo sviluppo di quelle attività commerciali compatibili con l’AMP.
Sin dalla sua istituzione, il Consorzio Plemmirio ha promosso iniziative ed attività finalizzate alla salvaguardia del territorio e alla valorizzazione del patrimonio locale con l’obiettivo di costituire un modello e un’opportunità di sviluppo per gli abitanti dell’AMP.

Area marina protetta (AMP) del Plemmirio: il territorio, il paesaggio, la flora e la fauna
Già due millenni fa, Virgilio cantò la bellezza del Plemmirio (all’epoca Plemmyrion), il promontorio che ha dato il nome all’Area Marina Protetta.
Per gran parte dell’estensione della penisola, la linea di costa, caratterizzata dalla roccia calcarea, scende a precipizio sul mare.
Nonostante ciò la diversità dell’ambiente è garantita dalla presenza di piccole linee di spiaggia, falesie, grotte, insenature e canyon, che costituiscono una notevole varietà di habitat per gli organismi che popolano le acque limitrofe.
Questa stessa varietà crea le premesse per l’installazione di un ricco patrimonio biologico, oggi tutelato dall’AMP.
La costa orientale, più conosciuta ai locali con il nome di “isola”, data la vicinanza alla città di Siracusa, è stata da sempre oggetto di interventi umani, a testimonianza di questo, basta notare come in soli 6 chilometri di costa si concentrino testimonianze umane che spaziano dalla preistoria sino ai giorni nostri.
Partendo dal lungomare, la vegetazione naturale presente sulla terraferma può essere suddivisa in fasce parallele, ciascuna delle quali corrisponde ad una diversa situazione ecologica:
– sulla zona costiera, continuamente inondata dall’acqua marina, vivono specie rupicole e pioniere come la Salicornia glauca, piccola perenne legnosa commestibile dalle foglie piccolissime e dai fusti filiformi ricchi di acqua e di sale, e diverse specie del genere Limonium;
– allontanandosi dalla costa la salinità diminuisce e favorisce lo sviluppo del Timo arbustivo (Thymus capitatus), particolarmente presente nella costa Nord della penisola, Palma Nana (Chamaerops humilis) e Spinaporci (Sarcopoterium spinosum). Una delle specie più interessanti è proprio quest’ultima, cespuglio emisferico ramosissimo e spinoso a distribuzione mediterraneo-orientale. In autunno spiccano le fioriture della Scilla Marittima (Urginea marittima), dello Zafferano (Crocus longiflorus) e dell’endemico Giaggiolo Bulboso (Iris planifolia);
– Spostandosi sempre più verso l’interno si incontra la vegetazione più evoluta dell’Area marina, la Macchia Mediterranea, composta da specie dotate di foglie dalla superficie dura e lucida per meglio respingere i raggi solari e limitare la perdita d’acqua.
Lungo l’area costiera del Plemmirio vive una variegata fauna di Vertebrati e Invertebrati, una vera e propria isola naturale dove si possono incontrare la Volpe (Vulpes vulpes), la Donnola (Mustela nivalis), il Coniglio Selvatico (Oryctolagus cuniculus), il Ramarro (Lacerta viridis chloronata) il Gongilo Ocellato (Chalcides ocellatus tiligugu), il Biacco del Carbonaio (Coluber viridiflavus xanthurus) e l’endemica Lucertola Siciliana (Podarcis wagleriana wagleriana).
Data la diversità dei fondali e della costa del Plemmirio, ne consegue un altrettanto notevole varietà del paesaggio sottomarino: estese praterie della Fanerogama marina, Posidonia oceanica, vengono qua e là interrotte da chiazze più o meno vaste di sabbia spazzata dal ritmico moto delle onde.
Le peculiarità strutturali dell’ambiente sottomarino (grotte, ammassi rocciosi, canali, corridoi, etc.) formando un paesaggio multiforme, garantiscono un luogo ideale per assicurare la notevole biodiversità dei fondali. Questa estrema varietà di habitat contribuisce a plasmare un ambiente per bellezza paragonabile ai paesaggi marini tropicali.
Complessivamente il sistema litorale presenta spiccate caratteristiche mediterranee:
– la zona di confine tra terra e mare è caratterizzata dalla presenza di particolari biocostruzioni denominate trottoir o “marciapiedi a vermeti” ad opera di alghe calcaree del genere Lithophyllium nei cui spazi ed incavi si annidano altre alghe e animali sessili tra cui Anellidi (vermi marini) e Balanidi (piccoli crostacei ancorati alle rocce).
Alghe del genere Cystoseira e altre alghe brune come la coda di pavone (Padina pavonica), la Dictyota dichotoma e la Ectocarpus siliculosus ricoprono i fondali rocciosi.
Le alghe verdi si trovano sia a questo livello che a profondità maggiore dove si possono incontrare i caratteristici e delicati ombrelli di mare (Acetabularia mediterranea), sulle rocce a strapiombo protette dal sole prosperano Udothea desfontaini, che vegeta fino a 20 metri di profondità, e la moneta di mare (Halimeda tuna), ma anche Ulva lactuca, Cladophora proliphera ed altre ancora.
Le alghe rosse sono presenti fino a 130 metri di profondità e nelle grotte dalle cui pareti si protendono anche le colonie rosa della Retepora cellulosa e i rametti rosso splendente del “falso corallo” Myriozoum truncatum accanto a estensioni di polipi giallo oro del madreporario Leptosammia pruvoti.
Gli organismi bentonici, sia fissi che mobili, variano a seconda del tipo di fondale. Nelle zone sabbioso-fangose abbondano animali scavatori come Anellidi Policheti, Molluschi, presenti con una enorme varietà di specie, piccoli Pesci, soprattutto bavose (Blennidi) e ghiozzi (Gobidi), specializzati nel mimetismo con l’ambiente di fondo.
I fondali a massi, alla base delle pareti rocciose, costituiscono zone di passaggio verso fondali fangosi e sabbiosi. Fra i massi attecchiscono i rizomi (speudoradici) della Posidonia oceanica che insieme a Zostera marina, più abbondante in condizioni di fondo fangoso, dà luogo a vere e proprie praterie sottomarine fino alla profondità di 30-40 metri.
Sulle foglie e sui rizomi di queste piante trovano rifugio e nutrimento Polipi Idroidi, Briozoi, Ascidie, Spugne, Policheti e Alghe epifitiche. Qui inoltre vivono Attinie, Crostacei, Molluschi Gasteropodi, Stelle e Ricci di mare tipici del mediterraneo come Paracentrotus lividus e Arbacia lixula e pesci come Syngnathus acus (pesce ago) e l’Hippocampus guttulatus (cavalluccio marino), la Muraena helena (murena) ed altri organismi ancora.
A partire dai 3 metri di profondità interessante è la presenza di Pinna nobilis, la nacchera, mollusco protetto le cui valve possono raggiungere gli 80 cm di lunghezza.
Intorno alla complessità biologica della zona litorale del Plemmirio, che costituisce il loro ambiente di elezione, vive un’insospettabile quantità di pesci dai meravigliosi colori e forme, tra cui alcune specie di Serranidi come la cernia bruna (Epinephelus marginatus), gli sciarrani, (Serranus scriba e Serranus cabrilla), a Siracusa dette “precchie di mare”, la donzella pavonina (Thalassoma pavo), localmente detta pesce cavaliere, le castagnole (Chromis chromis), le castagnole rosse (Anthias anthias) e, ancora, i saraghi (Diplodus sargus e Diplodus vulgaris), l’occhiata (Oblada melanura), la donzella (Coris julis), il pesce pappagallo (Sparisoma cretensis) e gli scofani (Scorpaena porcus e Scorpaena scrofa).
La costa del Plemmirio è popolata anche da pesci di dimensioni maggiori molto più veloci ed elusivi pertanto più difficili da osservare proprio perché vivono in spazi acquei più vasti, così è possibile osservare cefali (Mugil cephalus), spigole (Dicentrarchus labrax), dentici (Dentex dentex), orate (Sparus auratus), corvine (Sciaena umbra) e altre ancora.

Area marina protetta del Plemmirio: una favolosa meta turistica da visitare!
Lo stretto legame tra risorse naturalistiche e risorse culturali si traduce in una formidabile offerta turistica molto diversificata con nuove e importanti opportunità per lo sviluppo sostenibile del sistema economico siracusano.
La zona settentrionale dell’AMP, intaccata dall’opera dell’uomo, è naturalmente predisposta ad una fruizione sostenibile.
Un sentiero naturale, il Sentiero della Maddalena, lungo circa 10 km, è percorribile da punta Castelluccio fino al Faro di Capo Murro di Porco.
Si può percorrere sia a piedi che in bicicletta alternando, durante il percorso, tappe di riposo in zone di facile accessibilità al mare.
Il Sentiero della Maddalena, data la difficoltà del percorso, è sconsigliato a bambini e ai pattinatori. Per gli intrepidi, la fatica viene smorzata da un costante profumo di erbe aromatiche, da uno splendido mare azzurro, dalla spettacolosa vista sulla costa rocciosa e, se si è fortunati, dalla vista dell’Etna con i suoi pennacchi di fumo.
Ai turisti viene proposto un “itinerario agroalimentare” che, dal Porto di Siracusa con la magnificenza dell’Isola d’Ortigia, abbandona il centro e, spostandosi verso Sud, giunge alla zona interessata dall’Area Marina Protetta del Plemmirio.
Infatti, lungo i 15 km di costa e di mare si sviluppa un itinerario ricco di esperienze in cui oltre alle bellezze naturali, ambientali e storico/culturali si incontrano aziende agro-alimentari d’eccellenza.

Area marina protetta del Plemmirio: la situazione attuale, i contrasti e la pesca
La creazione dell’AMP del Plemmirio ha rappresentato per il territorio un’opportunità di sviluppo, ma ha anche portato a conflitti con gli attori economici interessati, in primis, i pescatori.
L’istituzione di standard che regolano le loro attività ha portato con sé numerosi conflitti economici. Proprio al fine di conoscere meglio il mondo della marineria siracusana, il Consorzio Plemmirio sin dai primi anni di istituzione ha avviato progetti in cui era prevista una fase informativa e formativa.
Nell’ambito di queste iniziative sono stati individuati, fra i pescatori siracusani, quei soggetti che per tipologia di pesca, caratteristiche delle imbarcazioni e territorio di pesca hanno da sempre avuto interesse nell’istituzione dell’AMP del Plemmirio per il mantenimento e il rispetto delle regole di fruizione, e con i quali è stato mantenuto negli anni un costante rapporto di collaborazione e sinergia.
Fra i progetti di studio si distingue quello di “Determinazione dell’Effetto Riserva indotto dalla gestione dell’Area Marina Protetta sulle popolazioni ittiche in relazione alle attività di pesca ed alle condizioni socio-economiche” avente come obiettivo principale quello di valutare gli effetti del regime di protezione dell’Area Marina Protetta del Plemmirio sulla biodiversità e sulle comunità ittiche costiere, in relazione all’attività di pesca e alle conseguenti ricadute socio-economiche sul territorio.
Sulla base dei numerosi studi condotti, si è dedotto che nel complesso l’attività di pesca detta “ricreativa”, se non correttamente regolata e gestita, potrebbe essere un’attività non sostenibile nel lungo periodo.
Da qui, il ruolo fondamentale delle aree marine protette, dove la pesca ricreativa è appunto disciplinata e gestita in modo da moderare il prelievo effettuato.
Le autorizzazioni per praticare tale attività all’interno di queste aree protette sono rilasciate dallo stesso ente gestore. La regolamentazione della pesca si basa, inoltre, sulla quantità e sulla qualità del prelievo, oltre che sulla tipologia degli attrezzi consentiti.

Iolanda

Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.

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