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Sicilia con i bambini: località e attività da fare in vacanza

Sicilia con i bambini: località e attività da fare in vacanza

Sicilia con i bambini: località e attività da fare in vacanza

Vacanze in Sicilia con i bambini: mare, borghi, città d’arte e attività!

La Sicilia è una di quelle destinazioni che riescono a tenere insieme i desideri di tutti: il mare per chi vuole rilassarsi, le città d’arte per chi non rinuncia alle visite culturali, il cibo per chi misura i viaggi in piatti assaggiati. Quando ci aggiungi i bambini, però, la domanda cambia: non è più “cosa c’è da vedere?”, ma “come faccio a farli divertire davvero, senza rinunciare del tutto a quello che interessa anche a me?”.

La buona notizia è che l’isola si presta molto bene a una vacanza in famiglia, a patto di scegliere le basi giuste e alternare le giornate: un po’ di mare, qualche città, qualche attività “speciale” come una gita in barca, un giro in tuk tuk o una mini crociera costiera. Non serve programmare ogni minuto, ma avere qualche idea chiara ti aiuta a non improvvisare tutto sul momento.

Dove andare al mare con i bambini in Sicilia?

Il mare resta il filo conduttore della maggior parte delle vacanze in Sicilia. La costa occidentale, per esempio, è una buona opzione per le famiglie. A San Vito Lo Capo la spiaggia è lunga, sabbiosa, con fondale che scende in modo graduale: i bambini possono giocare vicino alla riva e tu riesci a seguirli senza sentirti sempre sul punto di tuffarti per salvarli. Il paese è raccolto, fatto di strade corte, ristoranti, forni, gelaterie: l’ideale per spostarsi a piedi con passeggino al seguito e rientrare velocemente in camera quando sono stanchi.

Da qui puoi organizzare anche qualcosa di un po’ diverso dalla “semplice” giornata in spiaggia. Una gita in barca lungo la costa, ad esempio, funziona bene sia per gli adulti sia per i bambini: il mare cambia colore, ci si ferma per fare il bagno dove l’acqua è più calma, e il tutto dura il giusto per non trasformarsi in una spedizione infinita. In alcuni casi puoi anche prenotare mini crociere giornaliere con pranzo a bordo o tour in barca privati se vuoi viaggiare con maggiore tranquillità.

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Spostandoti sul lato orientale, la zona tra Giardini Naxos e di Taormina è un altro classico. Taormina da sola, con salite e scalinate, può essere impegnativa con bambini piccoli; se la usi come gita e scegli Giardini come base, le cose si semplificano. Qui il lungomare è più accessibile, ci sono stabilimenti attrezzati, bar e ristoranti direttamente sulla spiaggia. Di giorno il programma può essere molto semplice: mare, pranzo, riposo, passeggiata serale sul lungomare. Una delle attività che spesso incuriosiscono i bambini è il giro in barca per vedere le baie e l’Isola Bella dal mare: si entra e si esce dalle calette, si vedono i pesci attraverso l’acqua chiara, e in poco tempo hai fatto vivere loro un’esperienza diversa dalla solita giornata sotto l’ombrellone.

Sempre sulla costa orientale, più a sud, il Val di Noto offre spiagge adatte alle famiglie e la possibilità di abbinare mare e città. Tra Noto, Marzamemi e San Lorenzo trovi litorali in gran parte sabbiosi, con lidi attrezzati e tratti più liberi. Marzamemi, con la piazzetta e le casette basse, diventa il classico luogo dove andare la sera: cena all’aperto, gelato, bambini che corrono tra i tavolini. In questa zona puoi valutare anche brevi escursioni in barca che costeggiano Vendicari o che si spingono poco oltre la riva, il tempo giusto per farli salire “sulla barca vera” senza chiedere loro ore e ore di navigazione.

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Città d’arte a misura di famiglia

Visitare le città siciliane con i bambini è possibile, a patto di alleggerire le aspettative. Palermo, per esempio, funziona bene se la pensi a blocchi. Al mattino puoi fare una passeggiata in centro tra mercati, piazze e qualche monumento che colpisce anche loro: un mercato come Ballarò o il Capo è un modo immediato per farli entrare nell’atmosfera, con la frutta colorata, le bancarelle, le voci dei venditori. Una visita al Teatro Massimo, se sono previste visite guidate brevi, può diventare il momento “speciale” del giorno: salire sul palco, vedere il dietro le quinte, ascoltare qualche aneddoto è più coinvolgente di tante spiegazioni astratte.

Per spostarti tra una zona e l’altra, soprattutto se non hai voglia di affrontare tutto a piedi, puoi considerare i tour in tuk tuk o in piccoli trenini turistici: non sono l’esperienza più “local” del mondo, ma con i bambini diventano un compromesso accettabile. Vedere la città da un mezzo insolito li diverte, e intanto tu ti fai un’idea dei vari quartieri, segnandoti quelli dove tornare con più calma. Nel resto della giornata, qualche sosta nei parchi o nei giardini pubblici, come il Giardino Inglese o l’Orto Botanico, aiuta a farli sfogare un po’ e a spezzare la dose di “visite” in qualcosa di più fisico.

Catania e Siracusa si prestano a un discorso simile. Catania colpisce per le pietre laviche, il contrasto tra il nero degli edifici e il cielo, la vivacità delle strade. Basta una passeggiata tra piazza Duomo, via Etnea e i giardini per creare una piccola “cornice urbana” anche ai più piccoli. Se sono abbastanza grandi, una breve salita sull’Etna, con percorsi facili e dislivelli contenuti, può essere una delle esperienze che ricorderanno di più: paesaggi lunari, crateri spenti, la sensazione di camminare su una montagna diversa dalle altre.

A Siracusa puoi alternare la parte più “didattica” all’aperto, nell’area archeologica della Neapolis, con quella più rilassata a Ortigia. Nel parco archeologico il teatro greco, le cave di pietra e i sentieri nel verde offrono abbastanza spazio per muoversi; non serve vedere tutto, meglio scegliere due o tre punti forti e fermarsi il tempo necessario. Ortigia, invece, è perfetta per il tardo pomeriggio e la sera: piazza Duomo, il lungomare, le strade strette dove il traffico è limitato, un gelato e la vista del tramonto sul mare.

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Attività da fare con i bambini

Oltre al mare e alle città, ciò che spesso fa la differenza in una vacanza con i bambini sono quelle attività che, agli occhi degli adulti, sembrano piccoli dettagli, ma che per loro diventano il ricordo principale. Le gite in barca, ad esempio, sono una costante interessante in molte zone dell’isola. Non si tratta per forza di lunghe traversate: spesso bastano un paio d’ore lungo costa, con qualche sosta per fare il bagno, per trasformare una mattinata qualunque in qualcosa di diverso. Vedere le spiagge dal mare, avvicinarsi alle grotte, sporgersi (in sicurezza) per guardare l’acqua trasparente è già abbastanza per riempire di storie il rientro a casa.

Per chi preferisce qualcosa di più strutturato, in diverse località trovi mini crociere giornaliere che combinano navigazione, pranzo e soste per nuotare. In questi casi è importante verificare durata, tipo di imbarcazione e servizi a bordo, per capire se l’esperienza è adatta all’età dei bambini e alla loro capacità di restare “confinati” su una barca per l’intera giornata.

In alcune città sono molto diffusi i tour in tuk tuk o su piccoli mezzi aperti che girano tra i punti principali. Dal punto di vista dei bambini, salire su un mezzo che non è né auto né autobus classico ha un fascino tutto suo. Dal tuo, può diventare un modo per evitare di stancarli troppo a piedi e per avere una panoramica veloce da approfondire poi a pezzi, nelle giornate successive.

I parchi archeologici, se affrontati con il passo giusto, si trasformano in grandi spazi da esplorare. La Valle dei Templi, Selinunte, Segesta non devono essere una maratona di didascalie: possono diventare scenari in cui inventare storie, contare gradini, osservare dettagli, scattare foto buffe. Portare un quaderno o qualche matita per farli disegnare un tempio o un frammento che li colpisce è un modo semplice per rallentare e far sedimentare quello che hanno visto.

La natura, poi, offre molte possibilità a basso costo organizzativo. Riserve come lo Zingaro, Vendicari o i sentieri più semplici sull’Etna permettono di camminare, guardare piante e uccelli, arrivare a una spiaggia o a un punto panoramico senza dover per forza riempire la giornata di attività strutturate. Qui è fondamentale scegliere orari freschi, portare acqua e protezione solare, e tarare il percorso sulla resistenza reale dei bambini, non sulla tua idea di trekking ideale.

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Infine c’è il capitolo cibo, che in Sicilia diventa quasi automaticamente una parte del programma. Molti piatti sono naturalmente adatti ai più piccoli: pasta al pomodoro o con salse semplici, pizza, arancine o arancini dal ripieno non troppo complesso, panelle, crocchè. Granite e gelati, poi, si trasformano nel premio perfetto a fine giornata o nel motivo per affrontare un ultimo tratto a piedi. Per loro, spesso, il ricordo di quella granita alla mandorla in un bar sul mare resta tanto forte quanto il ricordo di un intero paesaggio.

Più che riempire l’agenda, con i bambini funziona lasciare respirare il viaggio. Scegliere poche basi e fermarsi almeno tre o quattro notti nello stesso posto aiuta a non passare la vacanza a fare e disfare valigie. Alternare giornate strutturate ad altre più leggere evita che i piccoli si stanchino al punto da rifiutare qualunque nuova proposta. La Sicilia, con i bambini, non è una versione ridotta di un viaggio da adulti: è un viaggio diverso, con tempi più morbidi, alcune rinunce e molte sorprese. Nelle pause, nei dettagli, nelle deviazioni non previste, spesso trovi i momenti che ricorderete di più tutti insieme.

viaggio in sicilia con i bambini

Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.

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valle dei templi
Monumenti greci in Sicilia: templi, siti e teatri per un tuffo nella storia

Monumenti greci in Sicilia: templi, siti e teatri per un tuffo nella storia

Monumenti greci in Sicilia: templi, siti e teatri per un tuffo nella storia

Scopri i monumenti greci in Sicilia: templi, siti archeologici e teatri antichi tra Agrigento, Selinunte, Segesta, Taormina e Siracusa!

La Sicilia è una vera e propria culla della civiltà con la sua storia lunga e frastagliata, ricca di dominazioni che hanno lasciato il segno e a dimostrarlo i siti archeologici in Sicilia, che tra templi, teatri e anfiteatri riportano ai greci e alla loro storia.

Se ti piacciono i luoghi che mescolano mare, paesaggi e archeologia, i monumenti greci dell’isola sono un filo perfetto da seguire, perché ti permettono di costruire il tuo viaggio a tappe, passando da templi solitari a teatri affacciati sul paesaggio, lasciandoti guidare più dalla curiosità che da un programma rigido.

In questa guida ti porto tra alcune mete “classiche” e qualche spunto in più, così puoi iniziare a immaginare il tuo itinerario: dalla Valle dei Templi al teatro di Taormina, passando per Selinunte, Segesta e Siracusa.

La valle dei templi ad Agrigento

Quando pensi ai templi greci in Sicilia, probabilmente ti viene subito in mente la Valle dei Templi. Non è una scelta scontata: qui ci sono alcuni tra i templi dorici meglio conservati, allineati su una collina che guarda verso il mare. Il percorso principale è una lunga passeggiata tra pietra, ulivi e panorami. Il Tempio della Concordia, con le sue colonne quasi intatte, è quello che di solito resta più impresso.

Poco più in alto trovi il Tempio di Giunone, che al tramonto diventa uno di quei posti dove ti viene voglia di fermarti in silenzio, solo per guardare la luce che cambia. Puoi visitare la Valle dei Templi da solo, seguendo i pannelli, oppure scegliere una visita guidata per dare un po’ più di contesto a quello che vedi. Ogni blocco di pietra, ogni frattura, ha una storia dietro.

Se hai tempo, vale la pena allungarsi fino al Museo Archeologico Regionale: mette in fila reperti, statue, ceramiche e ti aiuta a collegare l’idea di “città antica” a oggetti concreti.

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Selinunte: rovine e mare nello stesso sguardo

Selinunte è uno di quei posti dove fai fatica a decidere cosa guardare per prima cosa: i templi, il mare sullo sfondo o le colline che circondano il sito. È un parco archeologico enorme, aperto, dove il paesaggio ha quasi lo stesso peso dei resti antichi. Le distanze sono importanti, quindi è meglio arrivare con l’idea che la visita richiederà un po’ di tempo.

Puoi muoverti a piedi, fermandoti davanti ai vari templi, oppure usare i mezzi interni quando disponibili. Andando verso l’Acropoli e poi verso le zone più isolate, inizi a percepire quanto fosse estesa la città in origine. Selinunte è perfetta se ti piace perdere un po’ la percezione del “dentro il sito / fuori dal sito” e lasciarti attraversare dal luogo: cammini, guardi, senti il vento che arriva dalla costa e ogni tanto ti giri a vedere quanto si è spostata la linea del mare all’orizzonte. In primavera o a inizio autunno, quando il caldo è più gentile, la visita diventa ancora più piacevole.

Segesta: un tempio da solo e un teatro sospeso

A Segesta, la sensazione è quella di arrivare in un posto messo lì apposta per sorprenderti, con il suo tempio dorico, da solo sulla collina, appare all’improvviso lungo la strada e già da lontano ti dà l’idea di quanto sia speciale. Non è mai stato completato, ma è proprio questa sua “imperfezione” a renderlo unico. Ti avvicini, giri intorno alle colonne, ti sposti di qualche metro e la prospettiva cambia ogni volta.

Dal tempio si può salire verso la parte alta del sito, dove ti aspetta il teatro. Si trova su un crinale, affacciato su un paesaggio morbido di colline, macchia e, in lontananza, il mare quando la giornata è limpida. È uno di quei punti in cui viene naturale sedersi su un gradone e restare lì qualche minuto in più. Segesta si inserisce bene in un itinerario in auto: non richiede una giornata intera, ma lascia addosso una sensazione forte di “luogo fuori dal tempo”.

Taormina: il teatro con l’Etna sullo sfondo

Il teatro antico di Taormina è uno dei luoghi più fotografati della Sicilia, e una volta arrivato capisci subito perché. La cavea si apre verso il mare, e sullo sfondo l’Etna incornicia la scena. È uno di quei panorami che sembrano quasi costruiti su misura. La struttura che vedi oggi è il risultato di più fasi storiche, ma la matrice greca è ancora ben riconoscibile. La visita merita di essere fatta con calma, se possibile lontano dalle ore di punta, soprattutto in alta stagione.

Il modo migliore per vivere il teatro è muoversi: salire, scendere, cambiare punto di vista. Da ogni livello il rapporto tra mare, palco e montagna cambia leggermente. Non limitarti alla foto “classica” dal punto panoramico principale: prova a cercare angoli un po’ diversi. Se capiti a Taormina durante un festival o una rassegna, assistere a uno spettacolo qui, di sera, ti fa percepire il teatro per quello che è davvero: non solo un monumento, ma un luogo che continua a vivere.

Scopri il nostro Tour a piedi guidato a Taormina e Antico Teatro!

Siracusa e la Neapolis: teatro, cave e pietra

Siracusa è una città che meriterebbe un viaggio a sé, ma se il tuo obiettivo sono i monumenti greci, l’Area archeologica della Neapolis è il punto da cui partire. Il grande teatro greco, scavato nella roccia, è ancora oggi usato per le rappresentazioni classiche. Anche vuoto, senza scena montata, ti dà la misura dell’ampiezza e dell’ingegneria che c’era dietro.

Nella stessa area trovi anche l’Anfiteatro romano e le Latomie, le antiche cave di pietra, che hanno un’atmosfera molto particolare. È un pezzo di città in cui la storia si sovrappone, ma il “filo greco” resta ben visibile, la cosa bella di Siracusa è che dopo la visita puoi cambiare completamente scenario: spostarti verso Ortigia, camminare tra vicoli, piazze, affacci sul mare e lasciare che la giornata prenda un ritmo più lento.

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Modica dal centro storico al cioccolato: cosa vedere

Modica dal centro storico al cioccolato: cosa vedere

Modica dal centro storico al cioccolato: cosa vedere

Scopri cosa vedere a Modica tra chiese barocche, panorami e antiche cioccolaterie!

Modica tra le scalinate di pietra, chiese barocche e vicoli che si aprono all’improvviso su piazze assolate, è una meta perfetta se ami i centri storici da vivere a piedi, con il tempo di fermarti, osservare e, ovviamente, assaggiare il suo famoso cioccolato. In questa guida ti accompagno in un percorso che parte dal cuore barocco di Modica e arriva fino alle sue tradizionali botteghe del cioccolato, con qualche deviazione panoramica e un paio di suggerimenti per piccoli momenti “slow” da inserire lungo la giornata.

Il centro storico: un saliscendi tra chiese e vicoli

Modica si sviluppa su più livelli, quasi arrampicata sulle colline, e il suo centro storico è un intreccio di strade che salgono e scendono tra case addossate le une alle altre, è una città che si scopre camminando, senza fretta, lasciandosi guidare dalle prospettive e dalle scalinate. La parte bassa, più pianeggiante, è quella dove probabilmente inizierai la tua visita: qui trovi bar, negozi, palazzi storici e le vetrine delle prime cioccolaterie. Man mano che ti sposti verso l’alto, il paesaggio cambia: le strade diventano più strette, le case più ravvicinate, e ogni curva ti regala un affaccio sulla vallata e sui tetti di Modica bassa. Il bello del centro storico è proprio questo: puoi alternare tappe “must”,  come le grandi chiese barocche, a brevi deviazioni senza programma, seguendo una scalinata che ti incuriosisce o un vicolo da cui arriva il profumo di dolci appena sfornati.

Il Duomo di San Giorgio: il simbolo del barocco

Se c’è un’immagine che racconta Modica, è quella del Duomo di San Giorgio che domina la città con la sua facciata scenografica e la lunga scalinata che la precede. Arrivare qui è già un’esperienza: la salita è morbida ma costante, punteggiata di scorci sulla città sottostante.

La facciata del duomo è un trionfo di barocco: colonne, volute, decorazioni che si armonizzano in un insieme equilibrato, senza risultare mai eccessivo. L’interno, luminoso e arioso, invita a prenderti qualche minuto di pausa, sederti e lasciare che gli occhi si abituino ai dettagli gli altari, le tele, gli elementi architettonici che si sovrappongono raccontando secoli di storia.

Se hai tempo, fermati anche sul sagrato o su uno dei punti panoramici poco più in alto: la vista sulla città, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio, è una delle più suggestive del tuo viaggio a Modica.

San Pietro e Modica bassa: la città “a livello strada”

Scendendo dal Duomo di San Giorgio e tornando verso la parte bassa, incontrerai un altro luogo iconico: la Chiesa di San Pietro, anche qui ti accoglie una scenografica scalinata, fiancheggiata da statue che accompagnano lo sguardo verso l’ingresso. Modica bassa è la parte più “vivibile” se ami fermarti spesso: qui trovi locali, pasticcerie, piccole botteghe e il via vai quotidiano degli abitanti. È un ottimo punto di partenza o di ritorno per costruire il tuo itinerario: puoi decidere se salire verso i punti panoramici, esplorare i vicoli laterali o iniziare il tuo personale giro alla scoperta del suo cioccolato. Questo è anche il luogo giusto per una pausa caffè o una granita, magari seduto ai tavolini all’aperto, osservando la città.

I belvedere: vedere Modica dall’alto

Una delle caratteristiche più affascinanti di Modica è la possibilità di cambiare prospettiva semplicemente affrontando una nuova scalinata,bastano pochi minuti di salita per passare dalla città vissuta “a livello strada” a quella vista dall’alto, con i tetti che si sovrappongono e le facciate delle chiese che emergono tra le case.

Tra i punti panoramici più interessanti, ti consiglio di cercare un belvedere da cui vedere sia il Duomo di San Giorgio sia il disegno della città che si adagia nella valle. Non serve una lista di nomi lunghissima: spesso è sufficiente seguire le indicazioni locali o lasciarsi guidare dalla curiosità. Ogni punto di vista ti restituisce una Modica leggermente diversa, soprattutto al tramonto, quando le luci iniziano ad accendersi.

Se viaggi con qualcuno che ama fotografare, qui troverà materiale inesauribile: prospettive, dettagli architettonici, contrasti tra pietra chiara e cielo.

Il cioccolato di Modica: una tradizione da assaggiare

Arriviamo a uno dei motivi principali per cui molti viaggiatori scelgono Modica: il suo cioccolato. Qui il cioccolato non è solo un prodotto tipico, ma una vera e propria identità, legata a una lavorazione antica e riconoscibile al primo assaggio.

Il cioccolato di Modica si caratterizza per una consistenza granulosa e una lavorazione “a freddo” che preserva gli aromi ed evita che lo zucchero si sciolga completamente. Il risultato è una tavoletta compatta, dal gusto intenso, spesso arricchita con spezie, scorze di agrumi, frutta secca o altri ingredienti che ne esaltano il carattere.

Nel centro storico troverai diverse cioccolaterie storiche e laboratori artigianali, dove potrai entrare per una semplice degustazione o acquistare qualche tavoletta da portare a casa; oppure potrai partecipare a visite guidate e piccoli percorsi che raccontano la storia e le fasi di lavorazione come il nostro Walking tour laboratorio del cioccolato, Modica, Ragusa ibla e Scicli!

Botteghe, pasticcerie e piccoli laboratori

Oltre alle grandi cioccolaterie, Modica è un luogo perfetto per scoprire realtà più piccole: botteghe a conduzione familiare, pasticcerie dove, oltre al cioccolato, trovi dolci tipici siciliani, biscotti alle mandorle, cannoli e altre specialità. Puoi alternare: una tappa “didattica” in una cioccolateria dove ti spiegano il processo a una sosta in pasticceria per assaggiare un dolce tradizionale accompagnato da un caffè o da un liquore locale. Se viaggi con bambini o amici curiosi, questo modo di visitare la città funziona molto bene: ogni stop diventa un’occasione per scoprire qualcosa, assaggiare e ripartire verso la tappa successiva.

Modica di sera: luci, scorci e dolci finali

La sera Modica cambia atmosfera: le facciate barocche illuminate, le strade meno affollate, le luci calde dei locali che si riflettono sulla pietra. È un buon momento per ripercorrere alcuni tratti del centro storico già visti di giorno, perché con la luce artificiale i dettagli architettonici si percepiscono in modo diverso. Puoi concederti un’ultima passeggiata senza meta precisa oppure fermarti per un digestivo o un dolce, ma anche semplicemente sederti su una panchina a osservare la città che rallenta.

Per chi ama tornare a casa con un “ricordo commestibile”, è anche l’ultimo momento utile per rientrare in una cioccolateria e scegliere le ultime tavolette da mettere in valigia. Modica è una città che unisce in modo naturale patrimonio storico e gusto: da un lato la scenografia barocca di chiese e palazzi, dall’altro il profumo del cioccolato che accompagna la tua visita dal primo all’ultimo passo. Se ami i luoghi da vivere a piedi, con tanti piccoli dettagli da scoprire e sapori da ricordare, è una tappa che merita di essere inserita nella tua lista di viaggi da fare.

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Borghi e luoghi naturali da visitare vicino a Siracusa: le mete imperdibili

Borghi e luoghi naturali da visitare vicino a Siracusa: le mete imperdibili

Borghi e luoghi naturali da visitare vicino a Siracusa: le mete imperdibili

Borghi, riserve naturali, canyon e mare: scopri cosa vedere vicino a Siracusa!

Siracusa è già di per sé un piccolo mondo: Ortigia, la Neapolis, il lungomare. Quando però si esce dalla città, nel raggio di un’ora di auto si apre un’altra Sicilia fatta di borghi barocchi, canyon, riserve sul mare e paesi che vivono ancora a misura d’uomo, un insieme di luoghi che da soli giustificano un viaggio. Qui trovi una selezione pensata per chi ha qualche giorno a disposizione e vuole alternare città d’arte, mare e camminate nella natura visitando i luoghi più belli vicino a Siracusa.

Noto e la Val di Noto: alla scoperta del barocco siciliano

La prima tappa logica, uscendo da Siracusa, è Noto, è vicina, la strada è semplice e il centro storico si gira in poche ore. La città è il simbolo del barocco di questa zona, con la sua Cattedrale in cima alla scalinata, palazzi nobiliari ovunque si guardi, la pietra chiara assorbe la luce e la restituisce con sfumature diverse tra mattina, pomeriggio e tramonto. Per questo, se puoi scegliere, meglio arrivare nel tardo pomeriggio e fermarsi fino a sera.

Se hai voglia di allungare un po’ il giro, da Noto puoi spingerti verso Scicli e Ragusa Ibla. Sono più distanti, ma fanno parte della stessa “famiglia” di città: centri storici ricostruiti dopo il terremoto del 1693, chiese e cupole che spuntano a ogni angolo, salite e discese che aprono scorci inaspettati. Scicli ha un rapporto stretto con la roccia che la circonda, Ragusa Ibla è quasi un labirinto, con vie che sembrano non finire mai e all’improvviso si aprono su una piazza.

Vuoi visitare i dintorni di Siracusa? Scopri la nostra Escursione a Noto Antica e Cava Carosello!

Marzamemi e il sud est sul mare

Se ti piace l’idea di un borgo marinaro, Marzamemi è una tappa quasi obbligata, si tratta di una frazione di Pachino, ma di fatto ha una personalità tutta sua. Il cuore è la piazza, davanti alla vecchia tonnara, con le case basse, i tavoli dei ristoranti all’aperto e il mare a due passi. Nelle sere d’estate sembra che tutto il paese si concentri lì, ma anche in bassa stagione il posto mantiene un suo ritmo, più lento. Intorno a Marzamemi la costa è una successione di spiagge e piccole baie come San Lorenzo, Reitani, le spiagge verso Portopalo sono adatte a chi vuole alternare qualche ora al mare a una passeggiata nel borgo.

Scopri il nostro Tour in Minivan da Siracusa per Noto, Marzamemi e Vendicari

Riserva dei Vendicari e la spiaggia di Calamosche

Tra Noto e Marzamemi c’è la Riserva di Vendicari, che è uno dei tratti di costa più interessanti della zona. Non è solo mare: ci sono stagni dove sostano gli uccelli migratori, resti di una vecchia tonnara, una torre costiera e un paesaggio che cambia completamente tra inverno ed estate. Gli accessi principali portano a diverse spiagge, tutte raggiungibili a piedi in una decina di minuti di cammino.

La più famosa è Calamosche, si tratta di una baia raccolta, chiusa da due promontori rocciosi, con sabbia fine e acqua di solito abbastanza calma. Non ci sono bar né lettini, quindi conviene arrivare attrezzati con acqua e qualcosa da mangiare. Il vantaggio è che, una volta lì, la sensazione è quella di essere davvero in un’area naturale e non in un lido qualsiasi. Primavera e inizio autunno sono i momenti migliori per godersela senza troppa folla.

Scopri la riserva da un punto di vista esclusivo con la nostra Escursione in barca da Marzamemi a Vendicari!

Cavagrande del Cassibile: un canyon d’acqua dolce

Se vuoi staccare dal mare e cambiare completamente scenario, Cavagrande del Cassibile è una buona idea, qui il fiume ha scavato una gola profonda, creando una sequenza di laghetti e piccole cascate e dall’alto si vede il canyon che taglia le colline, dal basso ci si ritrova a camminare tra vegetazione, rocce e acqua limpida.

La discesa verso i laghetti richiede un minimo di attenzione. Non è un sentiero da fare in ciabatte e mezzogiorno d’agosto non è l’orario migliore. Meglio partire presto, avere scarpe chiuse e considerare che la risalita, al ritorno, è più faticosa della discesa. Se non hai voglia di scendere fino in fondo, i belvedere sulla sommità della gola offrono comunque viste ampie, e già valgono la deviazione.

Plemmirio: mare vicino alla città

Per chi vuole restare nei dintorni stretti di Siracusa, il Plemmirio è un compromesso ideale. È un’area marina protetta a pochi chilometri dal centro, con scogliere, piattaforme rocciose e piccole calette a cui si accede da vari punti, non si tratta della classica spiaggia attrezzata, ma di un tratto di costa dove ci si tuffa direttamente dagli scogli e si nuota in un mare molto limpido.

I fondali sono interessanti per chi fa snorkeling, grazie alle praterie di posidonia e alla presenza di diverse specie di pesci. In alcuni tratti ci sono discese più facili, in altri l’accesso è un po’ più scomodo e richiede attenzione. In ogni caso, il fatto di poter passare in mezz’ora da Ortigia a un tratto di costa quasi completamente naturale è uno dei motivi per cui il Plemmirio è molto frequentato anche dai siracusani.

Lo sapevi puoi fare snorkeling anche a Siracusa! Scopri il Tour in barca a vela da Siracusa/Ortigia e snorkeling guidato!

Pantalica e le gole dell’Anapo

Pantalica è una di quelle mete che piacciono a chi cerca qualcosa di diverso dalle solite visite di città, si tratta di una valle attraversata dal fiume Anapo e dal Calcinara, con pareti rocciose nelle quali, se si guarda con attenzione, si distinguono centinaia di aperture. Sono le tombe della necropoli rupestre, scavate nella roccia molti secoli fa.

I percorsi sono diversi e non tutti richiedono la stessa fatica, ci sono cammini che restano in quota, adatti anche a chi non ha grande allenamento, e altri che scendono verso il fiume, più adatti a chi è abituato a camminare su terreni irregolari. In estate l’acqua del fiume diventa un richiamo naturale e molti approfittano delle pozze per rinfrescarsi. Primavera e autunno restano comunque le stagioni più equilibrate per visitare la zona con calma.

Altri borghi da visitare vicino a Siracusa

Oltre alle mete più note, ci sono altri centri che puoi inserire nel tuo itinerario se hai qualche giorno in più. Palazzolo Acreide, ad esempio, è un paese degli Iblei che unisce un centro barocco a un’area archeologica con un piccolo teatro greco. È abbastanza raccolto da poter essere visitato in mezza giornata, magari abbinandolo a una passeggiata verso Pantalica. Se ti interessano le ceramiche, Caltagirone merita almeno una volta. Non è a due passi, quindi ha senso inserirla solo se prevedi di spostarti anche verso l’interno dell’isola, ma la grande scalinata decorata con le maioliche e il numero di botteghe ancora attive danno un’idea concreta di quanto questa tradizione sia radicata.

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Costruire un itinerario

Mettere insieme tutte queste mete non è complicato, basta decidere da che lato cominciare. Chi ama il mare può dedicare un giorno al Plemmirio, uno a Vendicari e Calamosche, un altro alla costa di Marzamemi e Capo Passero. Chi preferisce borghi e città storiche può combinare Siracusa con Noto, Scicli e Ragusa Ibla, aggiungendo eventualmente Palazzolo Acreide.

La posizione di Siracusa aiuta, perché permette di usare la città come base senza cambiare continuamente alloggio. In poco tempo si passa da un teatro greco a un canyon, da una riserva marina a una piazza barocca. È questo incastro di paesaggi e tempi diversi, tutti a portata di mano, a rendere i dintorni di Siracusa una parte del viaggio che sarebbe un peccato saltare.

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Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.

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Spiagge della Sicilia: le più belle da visitare tra snorkeling, gite in barca e natura

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Spiagge della Sicilia: le più belle da visitare tra snorkeling, gite in barca e natura

Scopri le spiagge più belle della Sicilia: dalle acque cristalline di San Vito Lo Capo alle calette delle Eolie, dalla Scala dei Turchi a Marzamemi.

Parlare delle spiagge siciliane senza scadere nel solito elenco è complicato, perché ce ne sono troppe e troppe buone. Però ci si può provare. La Sicilia è un’isola che ha quattro facce di mare, ognuna con un carattere suo: il Tirreno a nord, più mosso e verde, lo Ionio a est con quell’acqua che cambia colore ogni ora, il Canale di Sicilia a sud con i fondali bassi e i tramonti lunghi, il Mediterraneo occidentale intorno a Trapani con le acque trasparenti da cartolina. Non è tutta la stessa cosa, e questo è esattamente il punto.

Quello che rende le spiagge siciliane difficili da dimenticare non è solo l’acqua, anche se l’acqua in certi punti è davvero fuori dal comune. È che intorno c’è sempre qualcosa: un borgo, una riserva, un’isola, un vulcano, un pezzo di storia, si arriva al mare e si trova un contesto che in pochi posti al mondo esiste con la stessa densità, questo vale per le spiagge famose e ancora di più per quelle che non sono su nessuna guida.

San Vito Lo Capo: sabbia bianca e mare che cambia colore

San Vito Lo Capo è il tipo di posto che si vede in foto e si pensa sia paradisiaco. La sabbia è davvero così bianca, l’acqua degrada davvero così dal bianco al turchese all’azzurro profondo in pochi metri, e il promontorio di Monte Monaco sullo sfondo chiude il paesaggio in un modo che sembra studiato. Siamo nel Trapanese, nel nord-ovest della Sicilia, e questa è probabilmente la spiaggia più riconoscibile dell’isola.

Non è solo bella da guardare. San Vito Lo Capo è anche attrezzata: stabilimenti balneari, noleggio attrezzatura per sport acquatici, operatori che organizzano escursioni verso la Riserva Naturale dello Zingaro. La riserva è a pochi chilometri e si raggiunge in barca o a piedi lungo un sentiero costiero, e nasconde calette con i fondali ricchi di posidonia, cernie e fauna marina che qui ha avuto il tempo di riprendersi. Fare snorkeling nella riserva, anche solo per un’ora, vale il viaggio.

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La Scala dei Turchi: non si dimentica

La Scala dei Turchi è una falesia di marna bianca che scende verso il mare a gradoni naturali, levigata dal vento e dall’acqua fino a diventare qualcosa che sembra scolpito apposta. La roccia è candida, quasi abbagliante a metà giornata, e contrasta con il blu del mare sotto in un modo che la prima volta che la si vede ci si ferma e si smette di camminare.

Ai piedi della falesia ci sono due piccole spiagge, una sabbiosa e una di ciottoli chiari. In luglio e agosto sono affollate, e non c’è molto da fare al riguardo. Il consiglio è arrivarci presto la mattina oppure nel tardo pomeriggio, quando la luce cambia e la roccia prende colori caldi che di mezzogiorno non si vedono. Le acque sono limpide e adatte allo snorkeling, con fondali misti di roccia e sabbia. Vicino si noleggiano kayak per girare la base della falesia dal mare, che è il punto di vista giusto per capirne davvero le dimensioni.

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Le Isole Eolie: lava, vento e fondali fuori dal normale

Le Eolie sono sette isole di origine vulcanica al largo della costa nord della Sicilia, e ognuna funziona in modo diverso. Vulcano con la sua sabbia nera, Lipari con le cave di pomice bianca e il mare verde di Canneto, Panarea con i fondali che gli appassionati di immersioni considerano tra i più ricchi del Mediterraneo, Stromboli con le colate di lava che di notte si gettano in mare. Non è un arcipelago facile da sintetizzare, ma è uno di quei posti in cui tornare più volte senza esaurirlo.

Fare snorkeling o immersioni nelle Eolie è qualcosa che rimane impressa. I centri diving presenti su quasi tutte le isole permettono anche a chi non ha esperienza di scendere sott’acqua in sicurezza. Le gite in barca tra le isole, che si organizzano da Lipari o da Milazzo sulla costa, sono l’altro modo per godersele: si parte la mattina, si fanno soste nelle calette più belle, e la sera si può stare ancorati davanti a Stromboli a guardare il vulcano.

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Vendicari: la Sicilia che non si aspetta

La Riserva Naturale di Vendicari è nel Siracusano, e le sue spiagge si raggiungono solo a piedi, attraverso sentieri che passano tra stagni costieri, macchia mediterranea e dune. Niente stabilimenti, niente musica, niente ombrelloni in affitto. Calamosche, Marianelli, Pillirina sono tre spiagge che molti mettono tra le più belle d’Italia, e non è difficile capire perché: sabbia bianca finissima, acqua trasparente, silenzio vero.

Calamosche in particolare è chiusa tra due promontori rocciosi, con un mare che nelle prime ore del mattino ha colori che sembrano inventati. I fondali sono bassi e sabbiosi vicino alla riva, poi diventano rocciosi con posidonia e molto pesce. Vendicari si visita dalla primavera all’autunno, e i mesi di mezzo, maggio, giugno e settembre, sono i migliori: clima buono, acqua già calda, pochissima gente.

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La costa di Marzamemi e Capo Passero

Il tratto di costa ionica tra Marzamemi e Portopalo di Capo Passero è uno di quelli che i siciliani conoscono bene e condividono poco volentieri. Spinazza, Reitani, Bove Marino, San Lorenzo sono spiagge con acque che virano dal verde acqua al blu scuro, fondali bassi e sabbiosi, e un’atmosfera di fine del mondo nel senso buono: ci si sente lontani da tutto. A due passi c’è Marzamemi, con la piazza, i ristoranti, la bottarga fresca e i pescatori che rientrano al mattino.

Lungo questa costa si noleggiano kayak e piccole imbarcazioni per esplorare la riva a proprio ritmo, raggiungere calette che dalla terraferma non si vedono e fare snorkeling vicino agli scogli di Capo Passero. L’isola di Capo Passero, raggiungibile in barca da Portopalo, ha un vecchio forte borbonico e fondali che gli appassionati di immersioni vengono apposta a cercare.

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Taormina e la costa etnea: scenografia da film

La spiaggia di Isola Bella è probabilmente la più fotografata della costa ionica. Un fazzoletto di ghiaia collegato alla terraferma da un sottile corridoio di sabbia, con l’acqua intorno e l’Etna sullo sfondo. In piena estate è affollata, ma si capisce perché: è davvero bella. Basta spostarsi di qualche centinaio di metri verso Mazzarò o Spisone per trovare acque identiche con meno persone.

Verso Giardini Naxos la costa si apre su lunghe spiagge di sabbia scura di origine vulcanica, più calme e adatte alle famiglie, da qui partono gite in barca lungo la costa con soste per lo snorkeling, e nelle sere d’estate anche escursioni verso l’Etna per chi vuole vedere l’isola da un’altra prospettiva.

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Le Egadi: tre isole, tre modi di vivere il mare

Favignana, Levanzo e Marettimo stanno a pochi chilometri da Trapani e ognuna delle tre è un posto a sé. Favignana è la più grande e la più frequentata: Cala Azzurra, Cala Rossa e Bue Marino sono calette con un’acqua così trasparente che guardare il fondo sembra guardare attraverso il vetro. La cosa bella di Favignana è che molte spiagge si raggiungono in bicicletta. Girare l’isola in bici con le pinne nello zaino e una borsa del picnic è uno di quei piaceri semplici che fanno ricordare le vacanze.

Levanzo è più piccola e più silenziosa, con calette difficili da raggiungere a piedi ma perfette in kayak. Marettimo è la più lontana e la meno turistica: i suoi fondali sono considerati tra i migliori del Mediterraneo per le immersioni, con grotte sottomarine, relitti e una varietà di fauna marina che pochissimi posti in Italia possono vantare. I centri diving delle isole organizzano escursioni per tutti i livelli.

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Snorkeling, kayak e gite in barca: il mare siciliano da dentro

Le spiagge siciliane hanno senso anche quando non ci si stende sopra. Fare snorkeling nei fondali delle riserve naturali, come Vendicari, lo Zingaro o Torre Salsa, è un’esperienza che cambia ogni volta: posidonie, polpi, saraghi, ricci, stelle marine, e nelle zone più protette anche cernie e aragoste. I fondali intorno alle isole minori sono ancora più ricchi, perché la pressione della pesca è più bassa e la vita sottomarina ha avuto modo di riprendersi negli anni.

Il kayak è forse il mezzo migliore per esplorare la costa. In Sicilia ci sono tratti di litorale punteggiati di calette che dalla riva non si vedono e che si raggiungono solo dall’acqua, con archi rocciosi, grotte e fondali che visti da sopra, a pelo d’acqua, hanno un aspetto completamente diverso rispetto a quanto si percepisce dalla spiaggia. A San Vito Lo Capo, alle Egadi, a Vendicari o lungo la costa di Scopello il noleggio di kayak per mezza giornata è semplice e relativamente economico.

Le gite in barca chiudono il quadro, si organizzano da quasi tutti i porti dell’isola e coprono tutto lo spettro, dalla gita di tre ore con bagno incluso alle escursioni di più giorni tra le isole, alcune offrono uscite di pesca o avvistamento di cetacei nel Canale di Sicilia, dove capodogli, delfini e balenottere passano durante le migrazioni.

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Marzamemi: cosa vedere, fare e mangiare nel borgo marinaro della Sicilia

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Marzamemi: cosa vedere, fare e mangiare nel borgo marinaro della Sicilia

Scopri Marzamemi, il borgo marinaro della Sicilia orientale famoso per la tonnara, la bottarga e le spiagge cristalline!

Se volete capire cosa significa davvero il Sud siciliano, dove visitare assolutamente Marzamemi. Questo piccolo borgo marinaro, incastonato nell’estrema punta sud-orientale della Sicilia, in provincia di Siracusa, è uno di quei posti dai quali è difficile andar via. Frazione del comune di Pachino, si trova a pochi chilometri da Noto e dall’isola di Capo Passero, con il Mar Ionio che ne bagna ogni angolo.

Di Marzamemi si parla spesso come di un borgo “autentico”, e in questo caso l’aggettivo è guadagnato, essendo un posto dove davvero tutto sembra rimasto sospeso nel tempo, i pescatori escono ancora di notte, la bottarga lavora come si faceva tanti anni fa, dove le case dei pescatori intorno alla piazza continuano a essere case vere, con un costante rispetto per le proprie origini.

Le origini di Marzamemi: tra Arabi e principi siciliani

Il nome è arabo, come arabi furono i primi a insediarsi stabilmente in questa lingua di costa. “Marsà al Hamen“, la rada delle tortore, era il nome che i navigatori arabi davano a questo piccolo porto naturale, frequentato dalle tortore durante le migrazioni primaverili attraverso il canale di Sicilia. Erano gli anni intorno al mille, e con gli Arabi arrivarono anche la tonnara e le prime strutture permanenti.

La svolta più importante arrivò nel Settecento, quando la famiglia Villadorata prese in mano le redini del borgo. Il principe fece costruire il palazzo, la loggia, la cappella dedicata a San Francesco di Paola e le case basse dei pescatori che ancora oggi formano il cuore storico di Marzamemi. Il 1752 è l’anno ufficialmente riconosciuto come data di fondazione del borgo nella forma che conosciamo oggi. Quel progetto architettonico, sobrio e coerente, ha reso Marzamemi uno degli esempi meglio conservati di borgo di fondazione nobiliare nel Sud Italia.

Cosa vedere a Marzamemi

Marzamemi si visita tutta a piedi, senza orari prestabiliti, lasciandosi trascinare dai vicoli, dall’odore del mare e dai rumori della piazza, non occorre una mappa per orientarsi: prima o poi si arriva sempre vicino al mare. Il punto di partenza per visitare Marzamemi è Piazza Regina Margherita, il centro del borgo, circondata dalle case basse dei pescatori, dai ristoranti con i tavolini colorati all’aperto e dalle botteghe artigiane, la piazza è uno di quei luoghi che funzionano ad ogni ora del giorno. La mattina ci sono i pescatori che sistemano le reti, il pomeriggio i turisti che passeggiano e i bambini che giocano, la sera tutta la vita del borgo converge qui, lenta e piacevole.

Sul lato ovest della piazza sorge il Palazzo del Principe di Villadorata, riconoscibile dal portone in legno e dall’arco decorato con lo stemma nobiliare, le cinque mensole a forma di volti umani sulla facciata servivano a convogliare l’acqua piovana verso le cisterne, una soluzione pratica diventata nel tempo elemento architettonico di grande fascino. Entrando nel cortile, si può vedere anche un fico secolare sembra voler fare da testimone silenzioso di tutto quello che è passato da queste parti negli ultimi due secoli e mezzo.

Sul lato est della piazza si apre invece il Cortile Arabo, uno spazio raccolto e sospeso nel tempo, dove le pietre antiche e il rumore del mare che si avvicina creano un’atmosfera difficile da trovare altrove. La Chiesa di San Francesco di Paola completa il quadro: sconsacrata dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale, resta un punto di riferimento spirituale e visivo per la comunità, mentre le funzioni si tengono nella chiesa più recente di fronte.

La Tonnara è il simbolo più potente di Marzamemi, questa è stata costruita nella sua forma attuale nel 1752, è stata per secoli il motore economico dell’intero borgo. La pesca del tonno rosso con la tecnica della mattanza scandiva i ritmi delle famiglie, determinava chi lavorava e come, e lasciava ogni anno un segno profondo nella memoria collettiva. Oggi la tonnara non è più operativa come luogo di pesca, ma ospita eventi culturali, ricevimenti e mostre. Poco distante, la Balata, lo scivolo di pietre squadrate che scendeva verso il porticciolo e serviva a tirare le barche a secco in inverno, è oggi uno degli scorci più fotografati del borgo.

Al largo del paese, visibile dall’acqua e ormai entrato nell’immaginario collettivo, c’è l’Isolotto di Brancati. Un piccolo lembo di roccia con una villa dipinta di rosso vivo, costruita alla fine dell’Ottocento da Raffaele Brancati, cugino del celebre scrittore Vitaliano. Quella macchia di rosso sul blu del Mar Ionio è diventata il simbolo visivo per eccellenza di Marzamemi.

Le spiagge intorno al borgo

Chi viene a Marzamemi cercando anche il mare non resterà deluso, le spiagge di questa costa sono tra le più belle della Sicilia ionica: acque cristalline, fondali bassi e sabbiosi, colori che cambiano con l’ora del giorno. Spinazza, Marinella, Bove Marino, Reitani e San Lorenzo sono le più frequentate, alcune con lidi attrezzati, altre completamente libere e la vicinanza alla Riserva Naturale di Vendicari, con i suoi stagni costieri e le sue spiagge incontaminate abitate da fenicotteri e aironi, rende l’intera area uno dei comprensori naturalistici più pregiati del Mediterraneo.

Cosa mangiare a Marzamemi

A Marzamemi il cibo mediterraneo è il protagonista assoluto della cucina locale, lavorato in modi che variano dalla semplicità assoluta alla tecnica più raffinata. La bottarga, ottenuta salando ed essiccando le uova di tonno rosso, è l’ingrediente che meglio racconta questa tradizione. Grattugiata su uno spaghetto con aglio, olio extravergine e un pizzico di peperoncino, diventa un piatto di una semplicità che è quasi ingannevole, perché il sapore è intenso, marino, indimenticabile.

Campisi Conserve, attiva dal 1854, e Adelfio Conserve, con oltre novant’anni di storia, sono le due realtà produttive che meglio incarnano questa tradizione. Bottarga, ventresca sott’olio, pesce spada affumicato, filetti di tonno, conserve vegetali con i Pomodorini di Pachino IGP: i loro prodotti si trovano nelle botteghe della piazza e sono tra i souvenir gastronomici più apprezzati da chi passa da queste parti.

Oltre alla bottarga, la cucina di Marzamemi propone il tonno alla ghiotta, cucinato con i pomodorini di Pachino, capperi, olive e peperoncino in un equilibrio di sapori che sa di Sicilia vera. I ricci di mare, la pasta al nero di seppia, il pesce spada e i coppi di fritti misti completano un repertorio che cambia con le stagioni e con ciò che il mare offre ogni giorno. Per concludere nel modo giusto, la granita alla mandorla o al limone servita con la brioche col tuppo è un rito del mattino siciliano a cui non ha senso resistere.

Gli eventi: cinema, feste e tradizioni

Con il cinema Marzamemi ha un rapporto strano, quasi inevitabile. Gabriele Salvatores ci girò “Sud” e lasciò scritto da qualche parte che il borgo è “un paradigma del Sud”, una di quelle frasi che ci si porta dietro. Giuseppe Tornatore ci tornò per alcune scene de “L’uomo delle stelle”, i fratelli Taviani per “Kaos”. Non è una coincidenza: quella piazza, con la luce che prende le pietre in un certo modo nel tardo pomeriggio, sembra davvero costruita per essere inquadrata.

Da questo legame è nato il Festival del Cinema di Frontiera, che ogni estate porta Piazza Regina Margherita a diventare una sala all’aperto, la più a Sud d’Europa per dimensioni. Non è una rassegna di nicchia: negli anni ha guadagnato peso, pubblico e ospiti di qualità. Chi non riesce a venire d’estate ha altri appuntamenti: a settembre c’è il Marzamemi Cinefest, a ottobre il Book Fest dedicato alla letteratura.

L’evento più sentito, però, resta la Festa di San Francesco di Paola, patrono del borgo, che si celebra il terzo lunedì di agosto. Comincia all’alba, con i colpi di cannone dal porto che svegliano il borgo. Poi le messe, il pomeriggio le gare marinare tradizionali, la Corsa nei sacchi, la Cuccagna a mare, la Regata in barca a remi, e infine la processione, il momento che la gente aspetta davvero: il simulacro del santo portato su una barca fino all’antico porto della tonnara, con i fedeli che lo seguono a piedi lungo la riva e le altre imbarcazioni che lo scortano in acqua.

I dintorni: Noto, la Riserva dei Vendicari e Portopalo

Marzamemi è piccola, ma si trova in un angolo di Sicilia straordinariamente ricco. La Riserva di Vendicari è a meno di dieci chilometri: stagni costieri, dune, spiagge bianche e durante le migrazioni una quantità di uccelli che lascia a bocca aperta. Noto è a venti chilometri: barocco UNESCO, la cattedrale, i palazzi, le strade del centro che sembrano costruite per essere percorse a piedi senza meta. Pachino è praticamente attaccata ed è la patria del Pomodorino IGP e del Nero d’Avola, due cose che si ritrovano su ogni tavola del borgo.

Da Marzamemi parte il sentiero delle due tonnare, che costeggia il mare fino a Portopalo di Capo Passero, il punto più meridionale della Sicilia. Costa rocciosa, mare aperto, l’isola di Capo Passero in lontananza. Meglio farlo la mattina presto, prima che il sole salga troppo.

Marzamemi non è il posto che si spiega, è quello che si ricorda. Ci si torna non perché ci sia qualcosa di nuovo da vedere ogni volta, ma perché quella piazza, quella luce e quella pasta con la bottarga hanno una qualità precisa che non si trova da nessun’altra parte.

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