Siti UNESCO in Sicilia: quali sono i sette siti da visitare

Non perderti un’esperienza unica, vieni alla scoperta dei siti UNESCO in Sicilia!  

La Sicilia presenta attualmente ben sette siti UNESCO che insieme coprono quasi tremila anni di storia dell’isola, dalle necropoli preistoriche di Pantalica ai templi greci di Agrigento, dai mosaici di una villa romana alle chiese costruite sotto i re normanni, fino alle città ricostruite in stile barocco dopo il terremoto del 1693. A questi beni culturali si aggiungono poi i due siti naturali legati all’attività vulcanica, l’Etna e l’arcipelago delle Eolie.

Vediamo nel dettaglio quali sono i sette siti UNESCO da visitare in Sicilia!

Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale

Il sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale comprende nove edifici medievali costruiti da i re normanni, in un periodo in cui Palermo era caratterizzata da maestranze provenienti da diverse culture: islamica, bizantina e latina, che hanno portato come risultato palazzi con cupole rosse, archi a sesto acuto e nei mosaici a fondo oro.

Del sito UNESCO fanno parte la Cattedrale, le chiese di San Giovanni degli Eremiti, il Palazzo dei Normanni e la sua Cappella Palatina, la chiesa della Martorana e di San Cataldo, il Castello della Zisa e il Ponte dell’Ammiraglio. I monumenti presenti nel centro storico di Palermo si raggiungono a piedi in un percorso di mezza giornata, mentre per la Zisa, oggi sede di un museo di arte islamica, e per il Ponte dell’Ammiraglio conviene usare i mezzi pubblici.

Il Duomo di Monreale si può raggiungere in autobus da piazza Indipendenza e richiede almeno un paio d’ore per visitare le sue caratteristiche navate coperte di mosaici e il chiostro dei Benedettini, mentre la Cattedrale di Cefalù, con il Cristo Pantocratore nell’abside, si trova a meno di un’ora di treno.

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Area archeologica di Agrigento

Il parco della Valle dei Templi conserva i resti dell’antica Akragas, colonia greca fondata all’inizio del VI secolo a.C. su un crinale rivolto verso il mare, con una sequenza di santuari dorici che comprende il Tempio di Giunone, quello della Concordia, quasi integro grazie alla trasformazione in chiesa nel VI secolo d.C., e l’area dell’Olympieion con i resti dei telamoni.

Il percorso principale misura un paio di chilometri e ha due ingressi alle estremità, e poiché l’ombra è quasi assente conviene entrare all’apertura oppure scegliere le aperture serali previste nei mesi estivi. Per completare la visita puoi aggiungere il Museo archeologico Pietro Griffo, dove sono esposti i reperti rinvenuti nell’area, e il Giardino della Kolymbethra, un antico agrumeto gestito dal FAI all’interno del parco.

Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

A pochi chilometri da Piazza Armerina, nell’entroterra ennese, si trova la Villa Romana del Casale, una grande residenza di campagna costruita tra la fine del III e l’inizio del IV secolo d.C., i cui pavimenti a mosaico raffiguranti battute di caccia con animali esotici, corse nel circo, episodi mitologici e giovani atlete durante gli esercizi.

La visita si svolge lungo passerelle sopraelevate che permettono di osservare gli ambienti dall’alto senza calpestare i mosaici e dura in media due ore. Le sale sono protette da coperture, quindi il sito si visita anche durante le giornate di pioggia, mentre d’estate conviene evitare le ore del primo pomeriggio, anche perché sotto le tettoie fa molto caldo.

Siracusa e la Necropoli rupestre di Pantalica

Il sito unisce due luoghi distanti tra loro circa quaranta chilometri, cominciando da Siracusa e dalla sua isola d’Ortigia da esplorare assolutamente a piedi. Durante l’esplorazione dell’isola si può raggiungere il Duomo che ingloba ancora le colonne del tempio greco dedicato ad Atena, fino ad arrivare alla Fonte Aretusa.

Un altro posto da visitare assolutamente è il Parco archeologico della Neapolis che riunisce il Teatro greco, le latomie e l’Orecchio di Dionisio. Tra maggio e luglio il teatro ospita anche la stagione di spettacoli classici, un’occasione per vederlo nel suo massimo splendore.

La necropoli di Pantalica, tra Sortino e Ferla, conserva migliaia di tombe preistoriche scavate nelle pareti calcaree che dominano le valli dell’Anapo e del Calcinara. Ci si arriva da due accessi, uno per ciascun paese, e la visita si svolge a piedi, anche se si tratta di sentieri sterrati senza servizi, per cui servono scarpe comode e meglio se da trekking, acqua a sufficienza e almeno mezza giornata.

Città tardo barocche del Val di Noto

Il riconoscimento di città tardo barocche riguarda gli otto centri che sono stati ricostruiti dopo il terremoto avvenuto nel 1963. Nello specifico tra le città che rientrano nel sito Patrimonio dell’UNESCO ci sono:

  • Catania
  • Modica
  • Caltagirone
  • Ragusa
  • Palazzolo Acreide
  • Noto
  • Militello in Val di Catania
  • Scicli

Tutte queste destinazioni condividono chiese dalle facciate barocche elaborate, scalinate monumentali e palazzi con balconi sorretti da mensole scolpite con volti e figure grottesche.

Ogni città si visita a piedi concentrandosi sul centro storico: a Noto il corso principale porta alla Cattedrale e a Palazzo Nicolaci, a Ragusa Ibla il Duomo di San Giorgio domina la piazza principale, a Modica la chiesa di San Giorgio si raggiunge con una lunga scalinata, mentre a Caltagirone la scala di Santa Maria del Monte ha delle alzate decorate in ceramica.

Per molte chiese è possibile salire sulle cupole o sui campanili, da cui si ha una vista completa sui tetti barocchi.

Visita al Monte Etna

Il vulcano è stato riconosciuto per il valore scientifico della sua attività eruttiva, documentata da secoli, e si visita partendo da due accessi principali, il versante sud dal Rifugio Sapienza sopra Nicolosi e il versante nord da Piano Provenzana, vicino a Linguaglossa.

Da entrambi si può salire in quota con la funivia, con i fuoristrada o a piedi lungo i sentieri tra coni spenti e colate laviche. Per avvicinarsi ai crateri sommitali è obbligatorio l’accompagnamento di guide autorizzate, e l’accesso può essere limitato in base all’attività del vulcano, quindi conviene informarsi prima di salire.

In alternativa si possono scegliere escursioni in mountain bike, in quad o un sorvolo in elicottero, ricordando che anche d’estate in quota la temperatura è bassa e servono abiti pesanti e scarpe chiuse.

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Isole Eolie

L’arcipelago è stato inserito nella lista Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO per i fenomeni vulcanici che lo caratterizzano, studiati dai vulcanologi di tutto il mondo. L’arcipelago comprende in tutto sette isole abitate, raggiungibili in aliscafo o con il traghetto partendo da Milazzo.

Ogni isola ha un paesaggio diverso: Lipari con le cave di pomice, Salina caratterizzata dai vigneti di malvasia, Panarea piccola e rocciosa, Vulcano nota per le spiagge scure e le fumarole. Stromboli invece è l’isola dove l’attività del vulcano si osserva meglio, soprattutto dopo il tramonto, sia dal mare con le uscite in barca sotto la Sciara del Fuoco sia dai sentieri, dove l’accesso alle quote più alte è regolato da ordinanze e prevede l’accompagnamento di guide.

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siti UNESCO Sicilia

Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.

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