Borghi dell’Etna: i più belli da visitare nei dintorni del vulcano

Non perderti un’esperienza unica, vieni con noi alla scoperta dei borghi dell’Etna, uno più bello dell’altro!

Se stai organizzando un viaggio in Sicilia orientale e hai in mente di fare un’escursione sull’Etna, ti consiglio di tenerti almeno un paio di giorni per girare anche i borghi che sono nei dintorni del vulcano, perché costruiti quasi tutti con la pietra lavica delle vecchie eruzioni e caratterizzati da chiese, piazze e piatti tipici che le rendono uniche.

Per visitare i borghi dell’Etna ti serve la macchina, dato che i mezzi pubblici tra un paese e l’altro sono pochi e con orari scomodi, e l’ideale è fare il giro del vulcano partendo dal lato sud, salendo verso nord e chiudendo a ovest con Bronte. In tre giorni riesci a visitare tutti i borghi con calma, facendo un’esperienza unica. Se invece non hai tanto tempo da dedicare alla loro scoperta, puoi anche selezionare esclusivamente quelli che ti interessano maggiormente.

Inoltre, in questa guida abbiamo incluso anche Castelmola e Savoca, due paesi della provincia di Messina che fanno parte dei Borghi più belli d’Italia, e ti donano un’ottima vista sull’Etna, anche se fanno parte della provincia di Messina, e non si trovano proprio alle pendici del vulcano.

Quali sono i borghi dell’Etna più belli da visitare

L’Etna o ’A Muntagna, come la chiamano con rispetto e affetto i suoi abitanti, da millenni plasma il paesaggio, la storia e l’anima della Sicilia orientale, e intorno alle sue pendici si sviluppano borghi straordinari, incastonati tra la pietra lavica scura, i boschi secolari di castagni e pini larici, i vigneti eroici e le piazze panoramiche affacciate sul Jonio.

Dalle porte d’accesso ai crateri sommitali fino ai vicoli medievali e ai paesi amati da artisti e registi, ecco i nostri consigli per andare alla scoperta dei borghi più belli da visitare attorno all’Etna, tra natura, arte e sapori indimenticabili.

Nicolosi: la porta dell’Etna e i crateri storici

La prima tappa prescelta per chi desidera esplorare il versante meridionale del vulcano, Nicolosi è considerata la vera “porta dell’Etna”, da qui si snoda la panoramica strada che sale fino al Rifugio Sapienza un punto di partenza per la funivia e per le escursioni guidate dirette ai crateri sommitali. Prima di risalire verso le quote più alte, merita una sosta la riserva dei Monti Rossi: due crateri inattivi nati con la devastante eruzione del 1669, oggi ricoperti da una fitta pineta e attraversati da sentieri semplici, perfetti anche per le famiglie. Inoltre, nel paese ha sede l’Ente Parco dell’Etna accolto suggestivamente tra le mura del seicentesco Monastero di San Nicolò l’Arena.

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Linguaglossa: tra pinete secolari, murales e neve

Sul versante nord del vulcano si incontra Linguaglossa, rinomata stazione turistica invernale per chi punta agli impianti sciistici di Piano Provenzana, ma altrettanto affascinante d’estate per chi cerca refrigerio nella Pineta Ragabo. Questo bosco monumentale di pini larici (specie autoctona dalle altissime chiome) offre chilometri di sentieri immersi in un’atmosfera quasi alpina.

Il centro storico di Linguaglossa si visita piacevolmente a piedi, visitando la Chiesa Madre è possibile scoprire un prezioso coro ligneo intagliato del Settecento, ma la vera particolarità del borgo risiede nei suoi murales ossia in tutta quella rete di opere d’arte urbana realizzate dagli anni Novanta sulle facciate delle case che raccontano, con colori e suggestioni, la vita quotidiana e la convivenza simbiotica dei paesani con l’Etna.

Zafferana Etnea: profumo di miele e terrazze sul mare

Lungo il versante orientale, il percorso verso Zafferana Etnea invita a un’interessante deviazione a Pedara per ammirare le imponenti geometrie in basalto scuro della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria. Proseguendo si incontra uno dei borghi riconosciuti come tra i più proficui per la tradizione dell’apicoltura siciliana, e non solo, dato che è famoso per coprire da solo una quota rilevante della produzione nazionale di miele. Se l’autunno trasforma le vie cittadine nel teatro dell’Ottobrata, vivace fiera domenicale che mette in mostra castagne, mosto e primizie del bosco, durante il resto dell’anno si respira una quiete d’altri tempi.

Tutti i vicoli del borgo poi sembrano convergere in Piazza Belvedere, un vero e proprio balcone sospeso da cui la vista spazia senza ostacoli dal Golfo di Catania fino alle coste calabre. La visita non può dirsi completa senza una tappa gastronomica: nei forni e nelle pasticcerie del centro vale la pena ordinare la celebre siciliana, fragrante calzone fritto ripieno di formaggio tuma e acciughe, accompagnata da un cartoccio di sciatori, biscotti tradizionali ricoperti da una ricca glassa di cioccolato fondente.

Randazzo: la città nera dal fascino medievale

Risalendo lungo il perimetro settentrionale si giunge a Randazzo, il borgo storicamente più intatto e suggestivo di tutto il comprensorio. Conosciuta come la “città nera” per via delle sue architetture interamente realizzate in scura pietra lavica, Randazzo conserva una struttura medievale unica, storicamente divisa in tre quartieri (greco, latino e lombardo), ciascuno con la propria chiesa matrice e le proprie tradizioni.

Tra i monumenti simbolo spicca la Cattedrale di Santa Maria Assunta, imponente esempio di architettura gotico-normanna, la Chiesa di San Martino con il suo slanciato campanile trecentesco, e la Chiesa di San Nicolò. Proprio di fronte a quest’ultima si trova la celebre ed enigmatica statua conosciuta come “Randazzo Vecchio” (o Piracmone), scultura allegorica raffigurante un uomo nudo con leone e aquila, legata a leggende mitologiche e alchemiche locali. Per completare la visita, nulla supera una passeggiata romantica lungo via degli Archi, l’angolo più fotografato del centro storico.

Milo: note d’autore e calici d’eccellenza

Poco distante, incastonato a più di settecento metri di quota tra fitti boschi di castagno, sorge Milo. Nonostante le dimensioni ridotte, dato che conta appena un migliaio di residenti, questo piccolo centro vanta uno straordinario fascino culturale: è qui che Franco Battiato ha scelto di stabilirsi per decenni nella sua residenza di Villa Grazia, ed è sempre qui che Lucio Dalla trascorreva lunghi periodi tra la natura e i vigneti di sua proprietà. A suggellare questo profondo legame, in Piazza Belvedere si trova una scultura bronzea che raffigura i due maestri della musica italiana.

Il territorio di Milo racchiude anche un tesoro enologico, infatti è l’unico comune a vantare il disciplinare per la produzione dell’Etna Bianco Superiore DOC, un vino dal profilo minerale unico ottenuto dalla lavorazione delle uve Carricante. Chi ama il buon bere troverà nelle cantine storiche del borgo la cornice perfetta per una degustazione guidata, ideale soprattutto durante il periodo autunnale della raccolta.

Maletto: il borgo delle altitudini e delle fragole

Sulla via verso ovest, inerpicandosi quasi fino ai mille metri d’altitudine, si incontra Maletto, il comune più alto dell’area etnea. Il borgo è famoso in tutta la Sicilia per la coltivazione della fragola di Maletto, una varietà particolarmente dolce e profumata celebrata ogni anno tra fine maggio e giugno con una storicizzata sagra di paese. Maletto è anche la base ideale per gli appassionati di trekking alpino: da qui si diramano infatti i sentieri che portano all’esplorazione dei crateri spenti e delle grotte di scorrimento lavico del versante occidentale, come la zona di Monte Scavo.

Bronte: la patria del pistacchio e la storia dei Nelson

Proseguendo verso sud-ovest si raggiunge Bronte, celebre in tutto il mondo per l’oro verde della Sicilia: il Pistacchio Verde di Bronte DOP. Coltivato sulle “sciara” (i terreni lavici rocciosi), viene raccolto a mano ad anni alterni. La rinomata Sagra del Pistacchio (tra fine settembre e inizio ottobre) attira migliaia di visitatori, rendendo consigliabile la visita al mattino presto o nei giorni feriali.

Il centro storico ospita la Chiesa Madre della Santissima Trinità e il Real Collegio Capizzi, storico istituto settecentesco con un’antica biblioteca ricca di codici preziosi. A circa 10 chilometri dal centro, in direzione Maniace, sorge il Castello di Nelson (l’antica Abbazia di Santa Maria di Maniace): un imponente complesso monumentale donato dai Borbone all’Ammiraglio inglese Horatio Nelson nel 1799, oggi immerso in un bel parco visitabile.

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Castelmola: il nido d’aquila sopra Taormina

Pur trovandosi leggermente staccato dall’anello strettamente etneo, Castelmola è una tappa importante per la vista incomparabile che offre sul vulcano. Arroccato a oltre 500 metri di altitudine proprio sopra Taormina, questo piccolo borgo inserito tra i “Borghi più belli d’Italia” si raggiunge facilmente dall’autostrada.

Lasciata l’auto all’ingresso del paese, si sale a piedi verso i resti del castello normanno: da questo punto di vista privileged lo sguardo abbraccia da un lato la mole maestosa dell’Etna e dall’altro la baia di Giardini Naxos, l’Isola Bella e il Teatro Antico di Taormina. Prima di proseguire, è d’obbligo una sosta nella piazzetta principale per degustare il celebre vino alla mandorla, elisir inventato qui all’inizio del Novecento.

Savoca: cinema, storia e mummie nel borgo del Padrino

A meno di mezz’ora da Castelmola si trova Savoca, borgo medievale arrampicato su un colle roccioso immerso tra gli agrumeti. Il paese deve gran parte della sua fama internazionale a Francis Ford Coppola, che nel 1971 vi ambientò celebri scene del film Il Padrino. Il punto di partenza per ogni visitatore è l’iconico Bar Vitelli, ancora attivo nel palazzo Trimarchi, all’interno del quale sono esposti cimeli e fotografie storiche del set.

Oltre al richiamo cinematografico, Savoca possiede un patrimonio storico eccezionale: merita una salita la Chiesa di San Nicolò, arroccata su uno sperone di roccia, e una visita alla cripta del Convento dei Cappuccini, che conserva le salme mummificate di notabili e religiosi locali vestiti con abiti d’epoca risalenti al XVII e XIX secolo.

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Come organizzare l’itinerario e quando andare

I momenti migliori per intraprendere questo viaggio sono la primavera, da aprile a giugno, e l’autunno, tra settembre e fine ottobre. Nei mesi primaverili le fioriture creano un contrasto cromatico spettacolare con la pietra scura e le temperature consentono lunghe camminate; in autunno, invece, i boschi si tingono di toni caldi e i borghi prendono vita con una fitta sequenza di sagre dedicate al miele, alle castagne, al vino e al pistacchio.

Durante l’estate, i paesi situati a quote più elevate come Maletto, Randazzo e Linguaglossa offrono un piacevole rifugio dal caldo della costa, mentre in inverno la neve sopra i mille metri trasforma il paesaggio ma richiede un’attenta verifica della viabilità prima di mettersi in strada.

Per la pianificazione dei soggiorni si può optare per una base fissa sul versante meridionale o orientale, come Zafferana Etnea o Nicolosi, ideale per esplorare la zona dei crateri e i borghi del miele, affiancandola a una tappa a Randazzo per scoprire con calma il versante nord e ovest. Qualora si decida di estendere il tour includendo le deviazioni panoramiche verso Castelmola e Savoca, la scelta più strategica rimane quella di soggiornare un paio di notti nella zona di Taormina o nei suoi immediati dintorni.

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borghi dell'Etna

Ciao Sono Iolanda, Nel 2010 ho deciso di ritornare nella mia magica isola, la Sicilia, affinchè l’esperienza acquisita negli anni precedenti prendesse forma lì dove ero nata.

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